Mugello, controlli in imprese cinesi: lavoratori in nero, semi-schiavitù e pessime condizioni igieniche

Operazione della Guardia di Finanza, contestata anche un'evasione fiscale di 70mila euro: “Preoccupati perché è un'area finora ritenuta immune da questo tipo di reati”

Fermo immagine dal video diffuso dalla Guardia di Finanza

Lavoratori in nero e in gran parte non regolari sul territorio nazionale, sfruttati da connazionali e tenuti in condizioni di vita e lavoro pessime, anche dal punto di vista igienico-sanitario.

L'operazione, da parte della Guardia di Finanza, è iniziata nel novembre scorso nella zona industriale del comune di Barberino di Mugello e gli ultimi controlli risalgono ai giorni scorsi (è di oggi la diffusione della notizia) dopo che una delle due aziende sanzionate aveva ricominciato a lavorare nonostante le ingiunzioni di stop ricevute.

Due appunto le imprese, gestite da cittadini cinesi, finite nel mirino dei finanzieri e che si occupavano della lavorazione di minuteria metallica destinata al confezionamento di articoli di pelletteria.

In tutto sono stati trovati 8 lavoratori in nero, tutti cittadini cinesi, di cui 7 non regolari sul territorio nazionale, senza documenti e che non parlavano nemmeno italiano, sottoposti a condizioni di fatto di 'quasi schiavitù' da parte dei loro connazionali.

I finanzieri della Tenenza di Borgo San Lorenzo, guidati dal luogotenente comandante Marco Bai, hanno individuato due laboratori artigianali, di cui uno all’apparenza inutilizzato in quanto l’attività era celata dietro pesanti tendaggi scuri posti alle finestre. 

All’interno di una delle strutture era stato ricavato anche un piano che, attraverso pareti di cartongesso, ospitava camere di ridottissime dimensioni dove alloggiavano e dormivano i lavoratori durante la notte. In alcuni casi, i materassi erano appoggiati direttamente sul pavimento, tra i tavoli da lavoro.

Attese le precarie condizioni igienico-sanitarie e le varianti edilizie rilevate, a seguito di segnalazione dei finanzieri sono intervenuti sul posto per gli accertamenti del caso anche gli ispettori della locale Asl e la polizia municipale, che hanno fatto rimuovere le opere abusive attivando le verifiche per l’accertamento delle violazioni urbanistico-edilizie e per le successive comunicazioni all’autorità giudiziaria ed agli enti amministrativi competenti.

L'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Firenze ha ordinato la sospensione delle attività delle due imprese e comminato le relative sanzioni, mentre i rappresentanti legali delle imprese sono stati denunciati per aver occupato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno.

Una delle due imprese rischia una sanzione da 150mila euro. Contestata anche un’evasione fiscale pari a circa 70mila euro. “E' preoccupante - sottolinea il luogotenente Marco Bai -, avere scoperto una situazione del genere in un territorio, quello mugellano, ritenuto finora immune da questo tipo di reati, a differenza di altre zone, come il Pratese, note per i cosiddetti 'capannoni alveari' cinesi”.

(Qui sotto le immagini diffuse dalla Guardia di Finanza)

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