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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca Rifredi / Piazza Dalmazia

Più forti del lockdown e dei cantieri: il bar e la scommessa di due donne su piazza Dalmazia

Dopo 2.500 giorni consecutivi di apertura i titolari rilanciano e investono su un forno e spazio bistrot. "Noi, legate a questa zona e alla sua gente. Organizzeremo eventi"

Mai un giorno di chiusura durante il lockdown, con due mesi di apertura per la sola tabaccheria, nel rispetto rigoroso delle prescrizioni del governo per l'emergenza Covid. Oggi, dopo 2.500 giorni consecutivi di apertura, i titolari rilanciano e investono sull'attività.

Un esempio di abnegazione e attaccamento alla città. Ma anche di appartenenza ad un quartiere, quello di piazza Dalmazia. Elisabetta, per tutti Betty, aveva 21 anni quando, insieme al marito, alla sorella e due cognati acquistò quello che sarebbe diventato il Bar Gherardini. 

Dopo 34 anni la decisione di cambiare nome e volto all’attività: la tabaccheria e i servizi in un nuovo locale accanto alla storica sede, che ospiterà non solo un bar, ma anche un forno e uno spazio bistrot. Tutto sotto una nuova insegna: Dalmazia. Con apertura prevista il 25 luglio.

“Dopo trentaquattro anni di attività, di cui gli ultimi sette senza chiudere mai un giorno, è giunto il momento di fermarsi. Ma per ricominciare. In questi anni è cambiata Firenze, ed è cambiata anche questa piazza. E così abbiamo deciso di cambiare anche noi. Nuovo nome, nuovi locali, nuove attività. Ma la stessa attenzione ai clienti. Perché un bar non è solo un esercizio commerciale, ma un vero presidio sociale”. 

Un esercizio commerciale con una proprietà tutta al femminile. E non solo: il 75% dei collaboratori sono donne. Un aspetto senza dubbio da sottolineare. Inoltre non è facile, dopo il periodo della pandemia che seguiva i disagi provocati dai cantieri per la tramvia, avere la forza di scommettere ancora.

“E' stata una scelta coraggiosa, a partire dal cambio di nome. Ma abbiamo voluto rimarcare il legame con questa piazza e il piccolo universo che la anima ogni giorno, da chi ci abita a chi ci lavora. Una piazza profondamente diversa rispetto a quella che ci accolse, ma che resta un centro commerciale a cielo aperto che merita di essere valorizzato”, spiega Betty, da una decina d’anni affiancata dalla figlia Sofia. La quale aggiunge: “Abbiamo vinto, non senza difficoltà, la sfida ai cantieri della tramvia e al lockdown: oggi ci rimettiamo in gioco, rivoluzionando tutto, con entusiasmo e un po’ di emozione”.

"Abbiamo ricevuto tanto da questa piazza, e vogliamo rafforzare il legame con chi la vive: da chi vi passa, a chi ci lavora a chi vi abita. - prosegue Betty - Dai colleghi commercianti, alle famiglie, con un’ampia offerta per le colazioni e le merende dei bambini, agli anziani, per i quali faremo consegne a domicilio".

E, come promesso, le iniziative per il rilancio della zona: "Organizzeremo spazi ed eventi di aggregazione e socialità”.

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