Finti carabinieri derubano imprenditore della moda: fermata banda di rapinatori / VIDEO

In un solo colpo avrebbero sottratto 40mila euro in contanti, monili in oro e un lingotto d’argento

Un momento della rapina

Il settembre scorso si presentarono davanti alla sua abitazione di Sesto fingendosi carabinieri incaricati di eseguire una perquisizione in casa su mandato della procura di Prato.

Un travestimento, con tanto di finto tesserino e paletta delle forze dell'ordine, utilizzato per quello che si è scoperta essere una rapina vera e propria che ha permesso alla banda, quattro napoletani e un fiorentino, di età compresa tra i 22 ed i 43 anni, di appropriarsi di tutti i beni di un imprenditore della moda. Il trio ha rovistato la casa portandosi via 40mila euro in contanti, un anello in oro e brillanti e altri monili in oro, un lingotto d’argento, due cellulari ed altri documenti.

La squadra mobile di Firenze e il commissariato di Sesto sono però riusciti a risalire a loro grazie anche al filmato che li immortala nel momento della caotica razzia. Depredamento e anomalie di cui si erano accorti anche i padroni di casa, l'imprenditore e la sua compagna, che non però avrebbero interrotto vista la veemenza del trio di finti militari. Quest'ultimi, alcuni dei quali lavorano come ambulanti, con indosso cellulari  intestati a prestanome per evitare di essere rintracciati. Parte degli arrestati erano peraltro già noti nell'ambito dei reati contro il patrimonio, alcuni anche per reati di natura associativa.

Importante riscontro è emerso anche dal fatto che la banda avesse noleggiato due auto dotate di gps integrati, sistemi con cui è stato possibile tracciare gli spostamenti e dimostrare come le auto fossero state utilizzate per la rapina e come la "banda" si fosse dapprima incontrata presso l’area di servizio “Bisenzio Est” e poi appostata vicino all’abitazione della vittima in attesa del suo rientro.

A colui che avrebbe ricoperto il ruolo di "capo", originario di Acerra (NA), il gip del Tribunale di Firenze ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, mentre ai restanti quattro sono stati applicati gli arresti domiciliari ad Afragola (NA), Casoria (NA) e Sesto Fiorentino (FI). Tra questi si trova anche l’indagato originario di Firenze, il quale avrebbe fatto da basista fornendo le indicazioni utili per poter scovare il bottino nell’abitazione. WhatsApp Image 2019-08-07 at 15.23.02-2

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