Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Bambino ritrovato nel Mugello: "nessuna responsabilità penale a carico dei genitori"

La ricostruzione della vicenda fatta dalla coppia sarebbe stata ritenuta veritiera dagli inquirenti e in parte riscontrata dagli investigatori

Non sarebbero state ravvisate responsabilità penali a carico dei genitori di Nicola Tanturli, il bambino di 21 mesi scomparso e ritrovato dopo due notti trascorse da solo nei boschi di Palazzuolo sul Senio (Firenze).

Stando a quanto è emerso al momento, dagli atti delle verifiche espletate dai carabinieri non emergerebbero comportamenti penalmente rilevanti a carico della coppia mugellana.

Bimbo ritrovato in Mugello: dimesso dall'ospedale Meyer

La ricostruzione della vicenda fatta dai genitori è stata ritenuta veritiera e, dove possibile, è stata anche riscontrata. Tuttavia, non tutti gli atti sono ancora stati trasmessi in procura e messi a disposizione del sostituto Giulio Monferini. 

Bimbo scomparso: il momento del ritrovamento / VIDEO

Ieri il piccolo Nicola ieri è stato dimesso dall'ospedale pediatrico 'Meyer' dove ha trascorso una notte tranquilla insieme alla mamma Giuseppina. E' già tornato nei boschi in cui è rimasto circa 30 ore senza cibo, prima di essere ritrovato.

Resta il fatto che in questa vicenda, i punti oscuri non sono stati pochi. Due  i principali. Il primo: i sandali che il piccolo indossava quando è stato ritrovato da Danilo Ciccarelli, comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia. Gli inquirenti si sono chiesti se fosse plausibile che un bambino così piccolo fosse riuscito a metterseli da solo prima di allontanarsi o se fosse stato messo a letto indossandoli. In effetti, è stata proprio il babbo, Leonardo, a dipanare i dubbi sul punto: "Nicola aveva le scarpine perché si era addormentato in braccio a sua madre, che poi l'ha messo nel letto. Per non svegliarlo, visto che fatica ad addormentarsi, non glieli ha sfilati: doveva essere un pisolino pomeridiano".

Il giornalista che ha ritrovato il piccolo Nicola: "Emozione indescrivibile"

Secondo punto: l'allarme è partito ben 9 ore dopo la scomparsa del bambino. Ma snche su questo punto, il padre del piccolo ha fatto subito 'mea culpa': "È stato un errore, l’ho detto fin da subito – ha dichiarato a Chi l'ha visto? -. Io conosco molto bene questa zona, io e la mia compagna abbiamo cercato tutta la notte fiduciosi. Verso le 2 e mezza abbiamo sentito un pianto distintamente suo a poche centinaia di metri da casa e abbiamo cercato ancora più motivati".

La procura di Firenze sentirà comunque altri testimoni e ne risentirà alcuni già ascoltati, per chiudere definitivamente il cerchio su una vicenda che poteva trasformarsi in tragedia e si è invece risolta, per fortuna, con un lieto fine.

Gli accertamenti della procura minorile

Sul caso di Nicola verifiche sono in corso anche da parte degli assistenti sociali della Asl e della procura presso il tribunale dei minori, chiamati ad accertare se il minore viva in una situazione familiare adeguata.

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