Dopo la protesta dei sindaci l'Autopalio finisce in Parlamento

La dem Susanna Cenni ha presentato un'interrogazione

Foto di repertorio

E' tutto fermo dalla fine del 2017. Anas ha arrestato ogni forma di gestione del raccordo autostradale Firenze-Siena, l’arteria di collegamento dove transitano 25mila veicoli al giorno, azzerando anche il dialogo con le amministrazioni comunali interessate. Per questo alcune settimane fa diversi sindaci, i cui territori sono attraversati dalla superstrada, hanno lanciato un appello ad Anas. E adesso la questione passa al Parlamento dove è stata depositata un'interrogazione dalla deputata Susanna Cenni (Pd)  indirizzata ai ministri dei Trasporti, dell'Economia e dell'Interno.

Sindaci in rivolta contro Anas
 

"Dopo i recenti allarmi lanciati in queste settimane, anche sulla stampa, dai sindaci di San Casciano, Impruneta e Barberino-Tavernelle, a cui si sono aggiunti i primi cittadini di Colle di Valdelsa, Greve, Poggibonsi, San Gimignano e Monteriggioni, che hanno denunciato il degrado in cui versano i pilastri dei tre viadotti presenti sull'Autopalio, ho depositato l'ennesima richiesta di provvedimenti urgenti per velocizzare l'iter di adeguamento infrastrutturale dell'Autopalio - ha spiegato Cenni -. Ho inoltre sollecitato il Governo affinché promuova un incontro istituzionale sul tema della sicurezza e dell'ammodernamento della Siena - Firenze coinvolgendo anche Anas e tutti i Comuni interessati''.

"Da anni il tema della sicurezza e dei continui lavori su questa arteria è all'ordine del giorno e riguarda la vita quotidiana di residenti, pendolari, lavoratori e turisti. Ma da mesi la situazione ha davvero compiuto un salto di qualità in negativo per lavori fermi, usura dell'infrastruttura, nuove criticità e chiusura di tratti per eventi di vario tipo - spiega ancora Cenni - Governo e Anas devono dare risposte e intervenire quanto prima,

La deputata spiega che lo stesso ministero dei Trasporti, rispondendo a un'ulteriore interrogazione in Commissione ad aprile scorso, aveva assicurato che era stato finanziato un investimento complessivo di 4,8 milioni di euro destinato a interventi di ripristino degli elementi strutturali, di regimentazione delle acque e di adeguamento delle barriere di protezione sui viadotti Docciola e Falciani.

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"Interventi che, ancora oggi purtroppo - conclude Cenni -, risultano disattesi e su cui chiediamo che venga fatta chiarezza quanto prima, rispondendo anche alle richieste di intervento e ammodernamento che da oltre un anno gli stessi sindaci hanno rivolto ad Anas".

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