Australia, due fiorentini in mezzo agli incendi: "Ma il Paese si rialzerà"

Serena e Alessandro vivono a Sidney, il racconto: "Città nel fumo, ecosistema devastato"

Nelle ultime settimane tutti noi abbiamo letto le terribili notizie che arrivano dall'Australia, dove gli incendi stanno devastando il meraviglioso habitat naturale della nazione. Ad oggi si stima che le fiamme abbiano bruciato un’area grande oltre 84 mila chilometri quadrati, una superficie superiore a quella di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta messe insieme.

Noi abbiamo pensato di farci raccontare cosa sta realmente accadendo dall'altra parte del mondo da Serena e Alessandro, due fiorentini trasferiti da qualche tempo proprio in Australia.

Come vive l’Australia questa tragedia? 

"Gli australiani sembrano molto colpiti da questa situazione e anche molto coinvolti. Seguono ogni aspetto di quello che sta succedendo, sia nel bene che nel male, nel senso che raccontano ogni giorno sia le storie tristi, di gente che ha perso tutto, chi addirittura la propria vita, ma allo stesso tempo adorano raccontare i gesti di solidarietà o le piccole storie a lieto fine dentro questa tragedia". 

Nella zona in cui vivete voi ci sono pericoli particolari? Quale impatto hanno questi incendi nella vita di tutti i giorni?  

"Noi viviamo nel North Shore di Sydney, vicino alla costa, e qui gli incendi non sono arrivati, i più vicini sono a circa 40-50 km di distanza. Nei giorni peggiori ci svegliamo con una puzza fortissima di legno bruciato e una cappa di fumo che avvolge la città, mai vista una situazione del genere. Molti hanno iniziato ad usare le mascherine protettive e il governo ha chiesto di stare attenti a sprecare meno acqua possibile, in particolare sono state imposte delle restrizioni riguardo l'utilizzo dell'acqua per giardini, piscine e lavaggio delle auto".

Da quello che potete vedere in Australia c’è più o meno sensibilità ai temi ambientali?

"Dal nostro punto di vista in Australia c'è sempre stata più attenzione a questi temi, sin dal primo giorno che abbiamo messo piede qui abbiamo visto lo stretto rapporto che hanno con la natura. Hanno parchi naturali e santuari marini ovunque, adorano fare passeggiate nei boschi o andare in campeggio, che vivono in maniera molto diversa da noi (molto più selvaggi e isolati). Certo, questa è la loro risorsa, lo sanno e cercano di preservarla: sicuramente un turista viene in Australia per vivere la natura, non di certo per ammirare città storiche".

Personalmente, cosa vi ha più colpito di ciò che sta accadendo?

"Probabilmente la mobilitazione dei privati, chiunque si sta prodigando per aiutare a proprio modo e con le proprie possibilità. Ad esempio tante persone organizzano dei punti di raccolta per chiunque voglia donare beni primari per le famiglie colpite o per i vigli del fuoco, anche alcuni uffici (compresi i nostri) hanno organizzato delle raccolte fondi private. Credo che in caso di disastri naturali di questa portata un po' ovunque nel mondo la gente si mobiliti per aiutare, ma il coinvolgimento che abbiamo visto qui ci ha molto colpito".

Dall’Italia forse non ci rendiamo bene conto: quali conseguenze irreparabili rischia di portare ciò che sta accadendo in Australia?

"Ci vorrebbe un esperto per poter rispondere a questa domanda. Le cifre dei danni alla flora e alla fauna sono un po' sovrastimate, ma perché non si conoscono ancora bene gli effetti a lungo termine. E' anche vero che il bush australiano è abituato a bruciare e poi riprodursi e rinnovarsi. I koala forse sono quelli che subiranno le maggiori conseguenze negative essendo già una specie a rischio di estinzione e il loro ecosistema è stato devastato da questa tragedia. Purtroppo molti esperti considerano irreversibile il declino dei koala".

L’Australia riuscirà a rialzarsi? 

"Noi pensiamo che l'Australia non avrà problemi a rialzarsi, è un paese ricco con una densità abitativa bassissima. Se pensiamo alla portata enorme della tragedia, è evidente che ha fatto pochi danni relativamente alle persone, terremoti e tsunami in altre parti del mondo hanno avuto conseguenze peggiori. L'Australia ha le risorse economiche per aiutare tutte le famiglie colpite e spero che il governo agisca in maniera giusta e corretta".

Pensate che dopo questa tragedia in Australia (e nel mondo) cambierà il modo di approcciarsi a temi come quello dei mutamenti climatici? 

"No. La risposta secca e decisa è dovuta al fatto che crediamo che quando la situazione tornerà alla normalità anche tutta questa attenzione riguardo ai cambiamenti climatici si sgonfierà. Il primo ministro australiano appoggia le industrie produttrici di carbone, essendo l'Australia il più grande esportatore mondiale, e non ha nessuna intenzione di fare passi indietro. Il governo inoltre sta cercando di convincere la gente che molti di questi incendi sono di natura dolosa, proprio per spostare l'attenzione dagli effetti dei cambiamenti climatici. Ovviamente speriamo di sbagliarci e che finalmente si inverta la tendenza, non solo in Australia ma in tutto il mondo".

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