Multe più alte per chi vende gadget fascisti, e la destra insorge: “Prima pensate agli abusivi”

La giunta Nardella approva l'aumento, Cellai (Fi) e Draghi (Fdi): "Inezie, mentre lasciate impuniti gli abusivi"

Sono state innalzate da 25 a 400 euro le sanzioni per chi fa esposizione o vendita di gadget, souvenir abbigliamento o simili che inneggino o richiamino all’ideologia fascista o nazista.

Lo stabilisce la delibera di giunta dell’assessore al commercio Federico Gianassi, contenente le modifiche alle multe per chi non rispetta il Regolamento Unesco ('Misure per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico'), appena approvata.

“Non bisogna abbassare la guardia contro l'apologia di fascismo. Nei giorni scorsi è stato imbrattato il murale dedicato al partigiano Silvano Sarti, noi intanto rispondiamo alzando le sanzioni per chi vende prodotti che richiamano a fascismo e nazismo”, spiega Gianassi.

Un provvedimento che non è andato giù a più di un esponente della destra fiorentina. “L’abusivismo commerciale non conosce crisi, con abusivi e questuanti tornati nelle consuete postazioni del centro come nulla fosse. Ma per l’assessore Gianassi è prioritario colpire la vendita di oggetti richiamanti l’ideologia fascista, di cui notoriamente il centro storico era strapieno. Anch’essi forse fanno parte della merce venduta abusivamente nelle nostre piazze e strada”, attacca ironico il consigliere comunale di Forza Italia, in pista per le regionali, Jacopo Cellai.

Sulla stessa lunghezza d'onda Alessandro Draghi, di Fratelli d'Italia. “Tornano gli abusivi ma il problema è il calendario del Duce, vorrei accompagnare l'assessore a passeggiare in centro per vedere se si trova prima un calendario di Mussolini o un abusivo”, attacca Draghi. "Sono inezie - aggiunge l'esponente del partito della Meloni su Facebook -, mentre il Pd lascia impuniti gli abusivi".

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A Cellai e Draghi replica a sua volta il capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio Nicola Armentano. “Siamo da sempre in prima linea contro l'abusivismo. Ma l'irritazione del centrodestra su sanzioni a chi vende oggetti inneggianti al fascismo è davvero poco comprensibile - dice Armentano -. Sanzionare chi vende questo materiale è giusto e necessario per difendere i valori democratici, ricordando che è la stessa Costituzione a vietare l'apologia di fascismo”.

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