Ataf, la denuncia: "13enni multati ingiustamente, l'acquisto biglietti con sms non funzionava"

A scriverlo su Facebook è Cristina Scaletti, ex consigliera comunale ed ex assessora in Regione: "Mio figlio umiliato dal controllore"

Due tredicenni "multati ingiustamente" su un autobus dell'Ataf. Una 'denuncia' come tante? Non proprio, perché uno dei due ragazzini è il figlio di Cristina Scaletti, ex consigliera comunale a Firenze ed ex assessora in Regione. Quello che racconta su Facebook, in un post di ieri, 14 febbraio, fa dunque più rumore.

"Succede sull’autobus a Firenze. Mentre si legge sul sito sia del Comune che su quello dell'Ataf che è possibile fare il biglietto a bordo addirittura con carta di credito, mio figlio di 13 anni con il suo amico salgono questo pomeriggio sull'autobus e chiedono all’autista di poter fare il biglietto a bordo", scrive Scaletti, riportando il racconto fattole dal figlio.

"Viene risposto loro che non ne ha più. Intanto parte. Mentre aspettano di scendere alla fermata successiva provano comunque a fare il biglietto attraverso il cellulare. Prontamente arriva il controllore e chiede ai ragazzini il titolo di viaggio", prosegue l'ex politica, tornata, almeno per il momento, alla vita fuori dalle istituzioni.

"Gli spiegano che hanno chiesto all’autista ma che non ci sono biglietti a bordo e che stanno provando con il cellulare. Il controllore chiede a mio figlio se ha credito sul telefono e che gestore abbia. Lui gli fa vedere che ha il credito, ma che il servizio non risponde mostrandogli la schermata sia del credito residuo che quella dei tentativi di biglietto telefonico precedenti all’arrivo del controllore", scrive ancora Scaletti.

"Ma niente: il controllore inflessibile gli chiede i documenti e lascia il verbale della multa (che ovviamente pagheremo) a lui e al suo amico lasciandoli disperati mentre cercavano ancora di spiegargli come fossero andate le cose. Non so quale sia la morale di questa storia e non voglio azzardarla perché sono troppo amareggiata e direi cose spiacevoli. Certo è che non posso non vedere la povertà di un sistema che ostenta forza verso i deboli e che mio figlio stasera ha imparato che il prezzo più amaro non è la multa, ma l’umiliazione", si conclude il post. Da Ataf per il momento non sono arrivate repliche.

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