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Cronaca

L'area del centro sociale Next Emerson torna all'asta, annunciato nuovo presidio in piazza

Gli occupanti denunciano un'operazione di speculazione e chiedono di fermare la vendita

A tre mesi di distanza dall'asta di luglio, andata deserta, torna in vendita domani mattina, martedì 19 ottobre, l'area di Castello di via di Bellagio occupata dal centro sociale Next Emerson. E come a luglio, anche per domani è annunciato contro la vendita dell'area un presidio di protesta in piazza Beccaria a partire dalle 10.

"Abbiamo appreso dal sito delle aste giudiziarie che la prossima sarà domani. Sembra che si abbia fretta di mandare avanti i rituali burocratici e non ripetere per intero tutto l’iter. Il fine è sempre lo stesso: cercare di disfarsi di quella che per loro ì un’area da cementificare, e per noi un’esperienza di autogestione lunga trent’anni", si legge in una nota diffusa dall'assemblea dell'Emerson, che denuncia un'operazione di speculazione edilizia e chiede di fermare la vendita.

"Il prezzo base è calato di poco, pur rimanenendo piuttosto alto. La fretta di vendere prima della discussione del nuovo piano strutturale svela una certa urgenza di chiudere l’affare, arraffare il cash, in stile prendi i soldi e scappa. Magari prima che qualcuno possa accorgersi che nel quartiere è in fieri un’operazione di potente edificazione residenziale sull’area Ex Cerdec (in via Reginaldo Giuliani, ndr), tre volte più grande dell’Emerson. Trasformazione urbanistaca per la quale non è stato chiarito se siano stati previsti nuovi servizi, nuovo verde pubblico e sulla quale gravano ancora molti nodi irrisolti. A maggior ragione l’area occupata dal centro sociale, se le cose avessero un senso, dovrebbe essere un polmone di verde e socialità, non un ulteriore fila di casette, per appagare i bisogni di pochi abbienti", si legge ancora.

"L’area occupata dal Csa (Centro sociale autogestito, ndr) ha già visto il fallimento della Cooperativa Unica, che non è mai riuscita a realizzare il progetto residenziale su quei terreni. Forse anche per questo - si conclude il comunicato che annuncia il presidio di domani -, il curatore fallimentare spinge sull’accelleratore prima che si palesino i limiti e i vincoli che sulla nostra area dovrebbero essere applicati se si volesse davvero cercare di avere uno sguardo d’insieme sullo sviluppo urbanistico del borgo di Castello".

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