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Venerdì, 9 Dicembre 2022

Iran, uccisa a 16 anni per non aver cantato un inno al regime. Protesta a Firenze: "Parlatene" / VIDEO

Le attiviste della comunità iraniana: "Dobbiamo fare vedere quello che succede laggiù". L'associazione Ame: "Non c'è solo il conflitto russo-ucraino"

Uccisa a 16 anni per essersi rifiutata di cantare un anno in onore della 'guida suprema' del regime, l'ayatollah Ali Kamenei. E' la sorte toccata ad Asra Panahi a metà ottobre, nelle proteste che da settimane vanno in scena nel Paese islamico contro la feroce repressione delle autorità.

"Quello che succede è di una violenza inaudita e purtroppo si parla molto poco di quello che succede laggiù", dicono, in un presidio organizzato questa mattina in piazza Santissima Annunziata a Firenze, due attiviste della comunità iraniana locale, Nafas, studentessa 26enne, e Shiva, 33enne fuggita dal paese natale.

"Continueremo ad organizzare proteste anche in Italia e qui a Firenze, per tenere alta l'attenzione di quello che succede. Non dimentichiamoci che abbiamo già avuto in Iran migliaia di morti ed oltre 300 morti, brutalmente assassinati dalle autorità", prosegue Nafas, che invita a seguire i profili Facebook e Instagram di 'Donna, vita, libertà Firenze', dove vengono postati aggiornamenti sulla situazione e sui presìdi organizzati a Firenze e dintorni.

"Andremo avanti - dicono, consapevoli che anche il solo mostrare il proprio volto potrebbe scatenare ritorsioni non solo su di loro ma anche sui loro familiari -, fino a quando la repressione cesserà e fino a quando non avremo un nuovo sistema politico".

Il presidio di questa mattina, al quale erano presenti alcune decine di persone, era stato promosso da Ame, Amateur music ensemble. "Nel complesso orizzonte internazionale che vede giustamente al centro dell'attenzione il conflitto russo-ucraino, non può tuttavia ignorare quanto tristemente accade in altri Paesi, primo tra tutti in Iran, dove un regime teocratico fortemente repressivo si accanisce sulle donne e su tutta la popolazione iraniana sull'orlo di una rivoluzione epocale. La musica - scrive l'associazione in una nota -, può veicolare amore, fratellanza universale ma anche dolore e tristezza. Non la si può imporre né tacitare. La nostra musica sarà la voce delle donne iraniane vessate a morte e di tutta la popolazione iraniana".

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