Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

L'asilo nido del Palazzo di Giustizia a rischio chiusura, i genitori scrivono a sindaco e ministro: "Non chiudetelo"

Fu inaugurato nel 2013 dall'allora ministra della giustizia Cancellieri, i genitori: “E' una bella esperienza che deve proseguire”

'L'isola che non c'è', asilo nido aziendale privato all'interno del Palazzo di Giustizia ma aperto anche ai residenti del quartiere, rischia di chiudere il prossimo 31 luglio. Il grido d'allarme arriva dai genitori dei bimbi che ne usufruiscono.

“Quel giorno scade la concessione al gestore del servizio, la Cooperativa Sociale Gialla. L'11 giugno la corte d'appello di Firenze ha comunicato di non poter procedere, senza autorizzazione dal ministero della giustizia, al rinnovo della concessione di servizi per l'infanzia. Così, se dal ministro non arriverà una pronta risposta non sarà possibile né una proroga né un nuovo bando e il nido andrà incontro alla chiusura dal prossimo 1° settembre”, spiega Carmen, dipendente del tribunale e madre di un bimbo di 15 mesi che da 3 mesi frequenta il nido, aperto alla fascia 1-3 anni.

I posti offerti sono 34 e l'apertura risale all'ottobre del 2013. “Una struttura di eccellenza, unica in Italia per i palazzi di giustizia, che raggiunge ogni anno la copertura piena dei posti disponibili e con ottimi punteggi nelle ispezioni del Comune. Se chiudesse sarebbe un duro colpo alla conciliazione vita-lavoro”, prosegue la giovane madre, tra le promotrici di una raccolta firme e di una lettera inviata, tra gli altri, al sindaco di Firenze Dario Nardella e alla ministra Cartabia.

“Il nido è frequentato da bimbi piccolissimi, accompagnati attraverso un lungo percorso di inserimento. Garantire a loro e alle famiglie continuità e stabilità in un luogo che ci offre massima sicurezza è fondamentale - sottolinea la donna -. Cambiare asilo significherebbe ricominciare un percorso stressante, soprattutto in questo periodo di crisi pandemica, rompere gli equilibri interpersonali che creatisi all'interno dell'asilo e tra le famiglie”.

Tra i timori c'è quello che i locali possano essere adibiti ad altre funzioni, per esempio uffici. “Dovrebbero essere affrontati grossi lavori e spese ingenti. Perdere un'eccellenza per pochi nuovi uffici? Non varrebbe la pena", sottolinea la dipendente del tribunale.

La notizia di quanto sta succedendo si è diffusa solo pochi giorni fa. “Come genitori - si legge nella petizione che ha raccolto oltre 160 firme -, dovremmo cercare altri nidi lontani dal lavoro e dal quartiere e difficilmente potremmo trovare posto in altre strutture pubbliche o private. Infatti la nota da parte della corte di appello ci è stata comunicata solamente a fine giugno, negandoci così la possibilità di riuscire a organizzarci in tempo. Le graduatorie dei nidi comunali sono ormai chiuse dal 30 aprile, ed anche i nidi privati hanno riempito i loro posti. Tra l'altro, nell'intero e ampio quartiere di Novoli, per quanto riguarda i nidi privati, ne esiste solamente un altro oltre a quello del tribunale”.

“Se proprio il nido deve chiudere, che ci sia almeno la proroga di un anno”, chiedono i genitori, anche se la speranza è che si possa arrivare al rinnovo del bando di concessione. Al sindaco Nardella e all'assessora all'educazione Sara Funaro chiedono aiuto per “risolvere un 'piccolo/grande' problema e poter così proseguire una esperienza di grande valore sociale”.

Il nastro che inaugurava il nido fu tagliato nel 2013 in pompa magna dall'allora ministra della giustizia Annamaria Cancellieri. Presenti, tra le molte autorità, anche il sindaco Renzi. Tante furono le parole di elogio per un'esperienza che trasformava in realtà le dichiarazioni di intento a favore delle pari opportunità. Un'esperienza che ora rischia però di essere già al capolinea.

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