Asili: 500 in piazza contro esternalizzazioni e precariato | FOTO

Sciopero proclamato dalla Rsu del Comune di Firenze: adesione all'80%

Erano circa in 500 gli operatori delle scuole di infanzia comunali che hanno sfilato questa mattina per le vie del centro di Firenze, nel giorno dello sciopero proclamato dalla Rsu contro la decisione del Comune di Firenze di appaltare un altro asilo nido, il Grillo Parlante, ed esternalizzare le attività educative e di ampliamento dell'offerta educativa di ulteriori tre scuole dell'infanzia: Cadorna, Capponi e Andrea del Sarto. L'adesione ha raggiunto punte dell'80%. Insieme a lavoratori, lavoratrici e sindacalisti hanno sfilato anche tante mamme con i bambini. Il corteo, partito alle 10 da piazza Santa Maria Novella, si è concluso sotto Palazzo Vecchio, dove si è svolto un presidio di protesta.

Una scelta quella del Comune, come hanno spiegato Paola Galgani (segretaria della Cgil fiorentina) e Alessandro Giorgetti (segretario generale Fp Cgil Firenze) "in controtendenza rispetto alle novità legislative che, a differenza degli anni precedenti, consentono la possibilità di assumere nuovo personale in sostituzione dei pensionamenti così da mantenere i servizi pubblici, ed individuano attraverso la riforma del sistema integrato 0/6 anni un percorso di potenziamento con l'obiettivo di includere gli asilo nido nei servizi scolastici. E' chiaro che le scelte dell'amministrazione comunale di Firenze hanno un carattere ideologico che non trova giustificazioni né normative né economiche”, hanno aggiunto.

"Oggi si può e si deve assumere personale all'interno delle scuole e dei nidi comunali rompendo la logica dell'appalto al massimo ribasso e il conseguente ingresso dei privati nelle scuole comunali fiorentine - hanno sottolineato Flavio Gambini, responsabile Enti Locali della Uil Fpl Toscana, e Osvaldo Annunziata, segretario aziendale Uil Fpl del Comune di Firenze - sono scelte politiche che distruggono e mortificano esperienze e professionalità. Noi siamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori che reclamano i loro diritti, ma anche dei bambini e dei loro genitori che si aspettano un servizio di eccellenza da asili e scuole comunali".

Per l'Usb, i lavoratori "sono scesi in piazza non per una rivendicazione corporativa, ma difendere il servizio pubblico che è un bene comune di tutti. La difesa da un attacco portato in grande stile dall’amministrazione Pd a guida Nardella che mira a privatizzare i servizi a vantaggio delle cooperative e che crea danni enormi alle condizioni di vita e salariali dei lavoratori. E' ormai chiaro che la posizione di chi amministra questa città non si discosta dalla posizione assunta anche dal Governo nazionale in materia di lavoro, con la reintroduzione dei voucher sotto altro nome, è ormai un fatto manifesto il Pd e le sue appendici hanno un solo nemico i lavoratori e le lavoratrici di questo paese, mentre sono al totale servizio delle banche e dei poteri forti".

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