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Cronaca

Inchiesta tunnel Tav, guerra per le terre di scavo al funzionario scomodo

Dalle intercettazioni del Ros dei carabinieri è emersa una 'guerra' a un dirigente della Regione Toscana, responsabile del procedimento Via sulla Tav

Un 'gioco di squadra' basato su scambi di favori e richieste di nomine in posti di pregio grazie alla rete di conoscenze contratte anche grazie alla politica. E’ un vero e proprio tsunami quello che ieri ha portato all’esecuzione degli arresti domiciliari per sei persone, tra cui l’ex presidente della Regione Umbria, presidente di Italferr fino ad oggi per scadenza naturale del mandato, Maria Rita Lorenzetti. Secondo il gip Angelo Antonio Pezzuti c'è questo intorno ai lavori Tav di Firenze - il nodo ferroviario da attraversare con un tunnel cittadino per i treni superveloci.

SCAVI - Tra gli obiettivi nella 'partita Tav' c'era da ottenere un decreto che mutasse la qualifica giuridica delle terre di scavo da rifiuti, da smaltire in discariche apposite, a 'sottoprodotti' da poter trattare come normali inerti. Oppure ottenere l'autorizzazione paesaggistica dell'opera, in scadenza, oltreché ''ottenere il massimo riconoscimento possibile delle riserve contrattuali poste dagli appaltatori (Nodavia e le società subappaltatrici) per una maggiorazione delle spettanze per centinaia di milioni''.

TUTTI GLI ARRESTI E I REATI IPOTIZZATI

Oltre al contraccambio di incarichi, progetti e consulenze la 'squadra' non tollerava ostacoli sul suo cammino: le intercettazioni del Ros hanno fatto ergere la 'guerra' all'architetto Fabio Zita, dell'ufficio Via della Regione Toscana, poi destinato ad altro incarico, definito da Lorenzetti ''stronzo'' e ''terrorista'' perché convinto che le terre di scavo siano rifiuti. Da parte sua Lorenzetti ha detto al suo legale di "non sapersi immaginare quali suoi comportamenti possano avere portato ad accuse tanto gravi". Ma, scrive il gip, ''soprattutto la Lorenzetti, con espressioni esplicite e intenti manifesti, fa chiaramente il gioco del general contractor (Nodavia, ndr) e del socio di maggioranza Coopsette che giuridicamente dovrebbe esserle controparte contrattuale a cui deve far arrivare il massimo del profitto possibile con totale pregiudizio del pubblico interesse''.

Il gip ha disposto anche cinque misure interdittive vietando di lavorare nelle rispettive società per due mesi a cinque manager e tecnici di CoopSette di Castelnuovo di Sotto (Reggio Emilia), Alfio Lombardi, Maurizio Brioni, Marco Bonistalli, del presidente del cda di Seli Remo Grandori e dell'ad di Italferr Renato Casale. Nessuna misura interdittiva, diversamente da quanto chiesto dal pm, per Piero Calandra, membro dell'Autorità di vigilanza per i Lavori pubblici, che però sarà interrogato dal gip il 25 settembre.

INTERCETTAZIONI - L’esponente del Partito democratico secondo il giudice per le indagini preliminari avrebbe avuto il ruolo di coordinatrice delle ‘attività’ sul piatto. Come le precedenze su possibili incarichi emerse nelle intercettazioni dei carabinieri. La stessa Lorenzetti che avrebbe 'speso' i suoi rapporti con la senatrice Pd Anna Finocchiaro a cui nelle intercettazioni talvolta fa riferimento. Come quando dice a Gualtiero Bellomo (detto Walter), membro della commissione Via al ministero dell'Ambiente, di averlo promosso per un incarico prestigioso presso Anna Finocchiaro, elogiandolo anche perché sa ''fare squadra''. Anche se lo stesso Bellomo che - risulta sempre dalle indagini - nel giro di favori si lamenta perché la Finocchiaro non lo avrebbe inserito, come promesso, in un posto blindato della lista Pd alle elezioni del febbraio 2013.

Il geologo Bellomo poteva influenzare il rilascio di un parere favorevole sulla Via e il 5 luglio 2012, saputo che il cantiere di Firenze era all'ordine del giorno della commissione plenaria per avere l'autorizzazione paesaggistica, che era scaduta, Maria Rita Lorenzetti gli telefona dicendo: ''Tu sei proprio bravo... L'ho detto ad Anna (Finocchiaro, ndr), l'altra sera siamo stati a cena insieme'', e siccome ''c'è la possibilità che con la spending review cancellino i cda e mettano dirigenti del ministero'' ''allora lei mi ha detto ...se ne fa un altro... vediamo un'altra cosa''. ''Le ho detto - proseguiva la Lorenzetti intercettata dal Ros - 'lui lo merita... è uno bravo... Anna ti devi mettere d'impegno'.   

Tra i favori ricevuti nel cosiddetto ‘gioco di squadra’ gestito dalla ex numero della Regione Umbria salta fuori anche il nome del marito, l’architetto Domenico Pasquale, inserito negli appalti post-terremoto in Emilia Romagna.

Da parte loro Nodavia, 'general contractor' dei lavori Tav a Firenze, e Coopsette, socio di maggioranza, si dicono estranei ai presunti illeciti.  

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