Arrestati due insospettabili strozzini: una colf ed un commerciante di opere d'arte

La Guardia di Finanza ha arrestato due usurai che prestavano denaro a piccoli commercianti. Assegnati post datati, tempi stringenti e tassi fino al 4000% annuo i tratti distintivi dell'attività illecita

La Guardia di Finanza ha tratto in arresto due persone in un’operazione contro l’usura. Gli strozzini erano persone insospettabili: un commerciante di opere d’arte fiorentino ed una badante romena.
CHI -   B. M. 33enne, romena residente a San Lorenzo in manette per il reato di usura, truffa ed estorsione; F. F. , 54enne fiorentino residente in zona Oltrarno accusato di usura ed abusivo esercizio del credito. Le indagini erano iniziate a metà del 2008, pur seguendo filoni investigativi indipendenti, facendo  luce sulle caratteristiche attuali dell’usura.
MODALITA’ - Prestiti di denaro a piccoli artigiani o commercianti come autotrasportatori, titolari di agriturismi, imprese di ristorazione, gestori di piccoli negozi, impresari edili in stato di difficoltà a causa della crisi economica con la richiesta di alti tassi di interesse tra il 16% e 22%. Inoltre ad aggravare la situazione erano gli stringenti piani di rientro del debito, spesso collegati al decorso di pochi giorni o settimane ricorrendo anche alla richiesta di assegni post-datati.
Nel mirino piccoli imprenditori che hanno chiesto prestiti per carenza di liquidità. Nel giro di pochi giorni/settimane, sono stati pagati tassi d’interesse elevatissimi di cui, spesso, non veniva  percepita la rilevanza. Ad esempio: per un prestito di € 1.000 si chiede la restituzione di interessi di € 250 dopo 1 settimana, pari ad un tasso annuo del 1.285%. La prima indagine, ha riguardato una giovane romena, da diversi anni residente in Italia che, oltre all’attività di badante per anziani, era intestataria di una società di restauri e costruzioni di fatto inattiva. I suoi guadagni provenivano sopratutto da prestiti ad altissimi tassi d’interesse, che variavano a seconda del livello di affidabilità dell’usurato, ad esempio:
• 4.055% per un prestito di € 1.300 ha preteso la restituzione di interessi pari a € 100 ogni tre giorni, ovvero € 1.000 al mese;
• 1.285% per un prestito di € 1.000 è stata pattuita la restituzione di € 250 a settimana d’interesse
La donna, di solito una volta al mese, d’accordo con un pregiudicato albanese, contattava l’usurato e comunicava il luogo e l’ora dell’incontro per il pagamento della “rata” mensile. In un caso, un soggetto che non ha rispettato la scadenza, si è ritrovato un biglietto sul vetro della macchina con frasi minacciose; in altri casi si sono succedute telefonate al soggetto o a suoi familiari con offese e pressioni intimidatorie.
Relativamente all’attività di badante, svolta presso un anziano 94enne, è risultato che la donna  abbia indotto il suo assistito a firmare un testamento, in suo favore, coinvolgendolo in un falso rapporto sentimentale.

La seconda indagine, ha riguardato un uomo che ha concesso 21 prestiti a molti imprenditori, senza essere iscritto all’Albo degli intermediari finanziari. L’usuraio ha manifestato un elevato tenore di vita: una casa in affitto nel centro di Firenze, arredata con mobili antichi di pregio e numerosi quadri di artisti contemporanei nonché auto di lusso in leasing, pur non svolgendo alcuna attività lavorativa ma essendo socio accomandante di una galleria d’arte e sino al 2007 gestore di un commercio all’ingrosso di impianti termoidraulici.
I soggetti beneficiari dei prestiti sono risultati imprenditori in difficoltà economica, conosciuti direttamente, oppure presentati da amici residenti in Toscana nonché in tutto il Nord-Italia: Pavia, Trieste, Padova, Verona, Vicenza, Forlì, Brescia, Bologna, Como.
In un caso, per un autotrasportatore, a fronte di un prestito di € 30.000 è stata restituita la somma di € 40.000 in un anno. L’uomo dichiarava un reddito di poche centinaia di euro provenienti dal possesso, di alcuni immobili a Firenze. Dagli accertamenti patrimoniali sul suo conto sono emerse, invece, movimentazioni di denaro in contanti e titoli di credito tra 13 diverse banche e 8 società finanziarie. In due cassette di sicurezza nella sua abitazione sono stati rinvenuti 291 assegni emessi da vari soggetti per una somma complessiva di € 1.044.000, ora sequestrati. I due soggetti sono stati arrestati e condotti alla casa circondariale di Sollicciano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 

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