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Lunedì, 2 Ottobre 2023
Cronaca

Alluvione: 51 anni dopo “l'Arno è più a rischio di prima”

Le conclusioni del comitato internazionale di esperti. E Rossi chiede al governo maggiori stanziamenti

Tra pochi giorni, sabato 4 novembre, ricorre il 51° anniversario dell'alluvione di Firenze. E anche sei in questi giorni l'Arno è in estrema secca, i pericoli per la città sono ancora tanti, a giudicare almeno dalla conclusione del comitato internazionale di esperti che in questi anni ha lavorato per il Comitato Firenze 2016.

“Dal punto di vista idraulico l'Arno è più a rischio di prima”, ha detto ieri il professor Giovanni Seminara, accademico dei Lincei e membro del comitato di esperti, ad un convegno presso l'Università di Firenze per presentare gli esiti dello studio sulle soluzioni messe in campo per attenuare il rischio idraulico.

"Dopo l'alluvione del 1966, un'opera utile è stata fatta: l'abbassamento della plateazione dei ponti di Santa Trinità e Ponte Vecchio, che ha aumentato la capacità di deflusso di qualche centinaio di metri cubi al secondo, così il rischio si è un pochino ridotto”, le parole di Seminara. Ma oltre a questo, prosegue il professore “da allora sostanzialmente non si è fatto più nulla se non pianificare e modificare le pianificazioni".

In merito alla realizzazione delle quattro casse di espansione a Figline Valdarno, pensate proprio come una sorta "serbatoi" di sicurezza da riempire in caso di piene, e all'innalzamento della diga di Levane, Seminara si mostra pessimista: "Saranno realizzate nel giro di decenni e Firenze non sarà comunque fuori da situazioni di rischio”.

Sulle parole di Seminara è intervenuto anche il presidente della Regione Enrico Rossi, chiedendo al governo lo stanziamento di maggiori finanziamenti per portare a termine le opere previste contro il rischio idraulico. Sotto, le foto della piena del novembre dello scorso anno.

FOTO - Piena dell'Arno fa paura

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