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Martedì, 4 Ottobre 2022
Cronaca Capraia e Limite

Colpisce l'arbitro con un pugno, poi gli sputa: due anni di squalifica al calciatore Under 18

Il direttore di gara finisce al pronto soccorso. Il Giudice sportivo infligge la sconfitta a tavolino al Limite e Capraia

Gara persa per 0-3 a tavolino e due anni di squalifica ad un giocatore. E' la dura decisione assunta dal Giudice sportivo del Comitato provinciale di Firenze della Figc nei confronti del Limite e Capraia e di un suo calciatore, che si è reso protagonista di un bruttissimo episodio di violenza nei confronti dell'arbitro.

Secondo quanto ricostruito, i fatti oggetto della sanzione sono avvenuti a circa 10 minuti alla fine della gara del campionato provinciale "Under 18 Allievi" Virtus Laurenziana - Limite e Capraia, fino a quel momento sul punteggio di 2-2.

Un calciatore della società empolese offende il direttore di gara, della sezione di Firenze, il quale non ci pensa due volte e fa per estrarre il cartellino rosso. E' in quel momento che la situazione degenera con il giovane che colpisce con un pugno l'arbitro sul polso.

Un gesto che provoca, oltre a "forte dolore", la caduta del cartellino. Ma non finisce qui, perché quando l'arbitro si china per raccogliere il cartellino, lo stesso calciatore gli sputa sulle scarpe, continuando ad offenderlo. Gesti che hanno spinto l'arbitro si vedeva ad interrompere definitivamente la gara.

"A causa del perdurare del dolore al polso colpito il D.G. ricorreva alle cure del Pronto Soccorso", si legge nel comunicato. Il referto medico verrà poi acquisito agli atti e provocherà la sconfitta per 0-3 a tavolino motivata dal giudice con il "compimento di atti di aggressione fisica nei confronti dell'arbitro".

"Considerato come non vi sia dubbio che l'aggressione dell'arbitro da parte di un calciatore, concretizzatesi in un violento pugno al polso dell’arbitro, ha inciso negativamente ed a ragione sulla integrità fisica e serenità dello stesso arbitro e dunque sul regolare svolgimento dell'incontro che è stato sospeso", scrive il giudice, e "ritenuto provato come sia stata la condotta del calciatore, gravissima, a porre l'arbitro nelle condizioni fisiche e psichiche di non proseguire nella direzione della gara impedendo di fatto che la gara stessa giungesse al termine regolarmente" per l'interruzione la responsabilità oggettiva è stata identificata nella società Limite e Capraia.

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