Mugello, per il ritorno a scuola nel post Covid mancano 50 docenti e 40 lavoratori Ata

L'Unione dei Comuni: "Scriveremo a Roma, servono per garantire le disposizioni ministeriali"

Anche in Mugello si sta pianificando il ritorno a scuola a settembre con le misure organizzative e di distanziamento anti-Covid. "Le Amministrazioni comunali stanno lavorando in collaborazione con i rispettivi istituti scolastici per il reperimento e l'adeguamento degli spazi, per la riorganizzazione delle mense scolastiche e dei servizi di trasporto (che inevitabilmente comporteranno ulteriori costi). Ma forte è la preoccupazione per la necessità di ulteriore personale scolastico, tra docenti e Ata, per la gestione della vita e dell'attività scolastica con le disposizioni di sicurezza previste", si legge in una nota diffusa dall'Unione dei Comuni del Mugello. Secondo le stime, servirebbero 50 docenti e 40 addetti del personale Ata.

Di tale situazione ha discusso ieri la Conferenza zonale per l'Istruzione, composta da amministratori locali, con i dirigenti scolastici. Se sulla riorganizzazione degli spazi, tra aule e altri locali, si stanno già verificando soluzioni e interventi per consentire lo svolgimento della didattica nel rispetto delle disposizioni ministeriali, "è sul numero del personale necessario, sia docenti che Ata, che si concentrano le maggiori preoccupazioni da parte degli amministratori che dei dirigenti. Per garantire l'attuazione delle linee guida ministeriali e lo stesso tempo scuola dello scorso anno, si stima un fabbisogno generalizzato di circa 50 docenti rispetto all'attuale organico (il problema non si pone solo all'istituto comprensivo di Marradi-Palazzuolo sul Senio e all'istituto superiore Giotto Ulivi) mentre per le frequenti operazioni di pulizia e sanificazione di aule e locali e per la sorveglianza servirebbero 40 unità di personale Ata (tranne che all'istituto comprensivo di Firenzuola e al Giotto Ulivi)".

Inoltre, dal confronto è stato evidenziato che l'organico di diritto è stato confermato ma con l'organizzazione scolastica anti-Covid si esauriranno ore residue per far fronte a supplenze e malattie e non si potranno suddividere i ragazzi in altre classi creando notevoli criticità. Criticità, ancora, sono state segnalate per quanto riguarda la gestione delle entrate e uscite ed in particolare per gli istituti superiori (1800 studenti), con l'impossibilità oggettiva nel modificare gli orari del trasporto pubblico per rimodulare ingresso/uscita a scaglioni. Contraccolpi anche per l'attuazione dell'Alternanza Scuola Lavoro, per difficoltà di gestione dell'attività dei ragazzi nelle aziende che li accolgono.

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“Scriveremo al Ministero dell'Istruzione e all'Ufficio Scolastico regionale evidenziando queste difficoltà oggettive e preoccupazioni, con la richiesta di circa 50 docenti e 40 Ata per poter gestire con le disposizioni del Ministero il prossimo anno scolastico. Dopo questo primo incontro tra amministratori locali e dirigenti scolastici vogliamo allargare il confronto anche ad altri soggetti, come le organizzazioni sindacali, le consulte dei genitori, le rappresentanze degli studenti, perché il ritorno in classe sia sereno, in sicurezza e garantendo - sottolinea Stefano Passiatore, assessore all'istruzione dell'Unione dei Comuni e presidente della Conferenza zonale per l'Istruzione - un’educazione e formazione di qualità”.

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