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Cronaca

Anziana bloccata in casa e rapinata da finto agente di polizia locale

L'altro si sarebbe spacciato per un tecnico dell'acqua. I carabinieri hanno arrestato due uomini

Ieri mattina i carabinieri del nucleo operativo di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Ponticelli di Firenze, su richiesta del pm Von Borries della procura della Repubblica. Le indagini hanno consentito di identificare due torinesi, un 49enne ed un 28enne, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di una rapina in abitazione ai danni di una 85enne, residente in un condominio di Campo di Marte.

Durante le indagini è emerso che i due indagati, il 14 giugno scorso, sarebbero giunti a Scandicci a bordo di un furgone nel parcheggio dell’ospedale San Giovanni di Dio dove, approfittando dell’affollamento, avrebbero scaricato dal retro del veicolo un motociclo di grossa cilindrata. In sella a quest’ultimo gli indagati si sarebbero dedicati alla ricerca di potenziali vittime per le vie cittadine, prediligendo anziane sole e indifese.

Nel mirino è finito un'anziana intenta a rincasare a piedi sola da via Mannelli con delle buste della spesa. Seguita fin sotto casa, gli indagati si sarebbero poi introdotti nel condominio un attimo prima che il portone venisse chiuso dalla donna, continuando a seguirla per le scale sino alla porta dell’appartamento al 4° piano, ove nella circostanza uno dei due si sarebbe qualificato come un incaricato del servizio idrico, lì giunto per eseguire una verifica in seguito ad un segnalato presunto malfunzionamento. Manifestata alla donna la necessità di entrare in casa per controllare i rubinetti, il primo dei complici avrebbe dunque avvisato dell’avvenuto ingresso il secondo complice che attendeva in strada. Mentre l’anziana donna, ignara del raggiro che le stavano tessendo intorno, veniva invitata a restare nei pressi di un rubinetto in cucina, si sarebbe dunque presentato in casa il secondo complice che, vestito da agente della polizia locale, le avrebbe esibito un distintivo da poliziotto con lo stemma della Repubblica Italiana. 

Nella circostanza, secondo quanto emerso, proprio la vista dell’uniforme e del distintivo avrebbe indotto la signora a tranquillizzarsi, assecondando le pressanti richieste formulate dai due, certa che la presenza della polizia locale avrebbe fatto desistere dai propri intenti eventuali malintenzionati. Il finto agente di polizia locale avrebbe poi esortato la donna a verificare se i propri preziosi fossero effettivamente in casa, comunicandogli eventuali mancanze: dinanzi al susseguirsi di richieste nervose e pressanti, l’anziana signora, nel frattempo insospettisasi, avrebbe iniziato ad urlare ed a chiedere aiuto ai propri condomini. I due indagati, per procurarsi la fuga, l’avrebbero dunque violentemente strattonata, spingendola all’interno della cucina e bloccando la porta, lì rinchiudendola e dileguandosi dall’appartamento con preziosi del valore stimato in 60.000 euro circa in sella al motociclo lasciato in strada.

Con il motociclo infine, poi risultato dotato di targhe contraffatte, sarebbero giunti presso l’ospedale dove, dopo aver caricato il mezzo nel retro del furgone, si sarebbero dileguati con la refurtiva, depistando di fatto le ricerche in atto delle forze di polizia allertate al 112.

Gli indagati, nel corso di una perquisizione personale e veicolare, sono stati sorpresi in possesso di vari arnesi atti allo scasso, di una pettorina, un lampeggiante ed un distintivo della polizia locale, nonché di numerose ricetrasmittenti utilizzate per tenersi in contatto radio costante tra di loro mentre avrebbero messo a segno i colpi. Gli arrestati, localizzati a Genova, sono stati condotti presso la casa circondariale di Marassi.

Il procedimento penale nei loro confronti è tuttora pendente in fase di indagini e l’effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo.

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