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Editoria: Ansa Toscana in sciopero

Il sindaco Nardella: “Vicino ai giornalisti, ai dipendenti e collaboratori dell’agenzia Ansa in sciopero”

Ansa Toscana in sciopero di 48 ore. Un'astensione dal lavoro, che si concluderà domani, seguita all'annuncio dell'azienda del ricorso a cassa integrazione e tagli alle collaborazioni per i minori ricavi legati all'emergenza sanitaria Covid-19. 

Solidarietà è stata espressa dal mondo politico locale.  "In questa fase eccezionale che il Paese sta ancora vivendo - ha detto il sindaco Dario Nardella -  quanti lavorano nella redazione toscana, così come tutti i loro colleghi in Italia e all’estero, hanno garantito con grande senso di responsabilità, lavorando spesso in condizioni di difficoltà, un'informazione preziosa, certificata e garantita”. “Uniamo la nostra voce all’appello verso il governo e il parlamento – ha aggiunto il sindaco – perché intervengano a garanzia dei diritti dei lavoratori, dei livelli occupazionali e della libertà d’informazione”.

Solidarietà anche dal Consiglio regionale per i giornalisti dell'agenzia. "La crisi che con l'emergenza Covid si è abbattuta sull'intero Paese non ha certo risparmiato l'editoria - commenta Eugenio Giani -; ma la dura prova a cui sono sottoposti cittadini e istituzioni rende essenziale il ruolo dell'informazione e del pluralismo, che sono baluardi di democrazia e libertà".

Sulla questione si è espresso anche il presidente Enrico Rossi esprimendo la solidarietà dell’intero governo regionale ai dipendenti dell’agenzia toscana. “L’Ansa è sempre stata una garanzia di informazione corretta, autorevole e completa per le nostre istituzioni e le nostre comunità", prosegue il presidente. "Del suo lavoro ancora di più ne abbiamo sentito il bisogno in questi mesi di emergenza e certo il suo ruolo non sarà meno prezioso nello scenario di un paese da ricostruire e reinventare".

"So bene - conclude Rossi - che tutte le imprese di informazione sono state colpite nei conti non meno delle altre imprese, nel momento in cui abbiamo avuto più bisogno di loro. Ma certo le difficoltà non possono tradursi semplicemente in una logica di tagli e ammortizzatori sociali, con pesanti ricadute anche sulle redazioni regionali. Ne è ammissibile che il conto più salato, come tante altre volte, lo paghino i collaboratori, ovvero il lavoro meno tutelato. Dalle difficoltà si esce piuttosto investendo in lavoro e in professionalità, in nuovi progetti e certo facendo dell’informazione - un’informazione seria, professionale, garantita nei diritti del lavoro - una grande questione da porre al governo. Su questo io mi sforzerò di fare la mia parte“. Solidarietà ai colleghi. 
 

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