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Il caso

Amianto, orfana attende 20 anni per avere giustizia

Annalia Volterrani aveva 14 anni quando perse il padre, morto per microcitoma contratto a bordo delle navi militari italiane

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Quasi 24 anni per avere giustizia. Sono quelli che ha dovuto attendere Annalia Volterrani, figlia di Francesco Volterrani, morto a 52 anni nel marzo del 2000 a causa di un microcitoma, un tumore derivante dall'esposizione all'amianto. A capovolgere la sentenza, il tribunale di Firenze.

Da adolescente la prima sentenza

“È stata una battaglia molto lunga – ammette Volterrani, che vive a Cascina - al momento del decesso di mio padre io avevo 14 anni e secondo il ministero all'epoca non ero a suo carico. Di conseguenza i miei diritti in qualità di orfana mi furono negati in primo appello. Lui fu comunque riconosciuto come vittima del dovere”. 

Il padre di Annalia, aveva prestato servizio per 32 anni sulle navi della marina militare italiana. Nello svolgimento delle sue mansioni, l’uomo era stato esposto professionalmente a sua insaputa a diversi cancerogeni, incluse le sottilissime fibre di amianto, nonché a campi elettromagnetici e radiazioni ionizzanti. 

Amianto sulle navi (foto dal sito di Ona)

Il secondo appello

Al primo appello, Annalia uscì sconfitta insieme al fratello, all'epoca 27enne. Circa 10 anni fa, parte il secondo appello. “È stato un iter lunghissimo – commenta Volterrani che si è concluso solo ora riconoscendomi che ero a carico di mio padre. Che sembra scontato visto che dovevo ancora finire le scuole medie inferiori ma non lo fu all'epoca. Ho perso tanto, quello che era un punto di riferimento. A maggior ragione se sei adolescente e una figlia femmina legata molto al padre”. 

Il microcitoma, che rappresenta circa il 10 per cento dei tumori polmonari, è caratterizzato da una elevata aggressività.  In circa il 75-80 per cento dei pazienti, alla diagnosi si riscontra già una diffusione metastatica. I primi sintomi per il padre, arrivarono un anno prima. “Manifestò dei problemi a un occhio – ricorda Volterrani – fece le analisi, evidenziarono il tumore al polmone poi le metastasi e in un anno è deceduto. Ha sempre provato a nascondermelo e pensava di guarire nonostante facesse la chemio e soffrisse di notte. Ha sempre cercato di sdrammatizzare”.

Malattie da amianto (foto delle fibre al microscopio, dal sito di Arpat)

“Il primo caso”

La sentenza del tribunale di Firenze, rende giustizia  a Volterrani con il riconoscimento di un assegno vitalizio mensile pari a circa 2000 euro, con gli arretrati di circa 360mila euro. "E' il primo caso nel quale il Ministero nega il diritto a un orfano minorenne e che costringe una persona che ha già subito una importante perdita ad adire le vie giudiziarie per il riconoscimento dei propri diritti – sottolinea Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto – viste le alterne pronunce dei tribunali abbiamo istituito uno specifico servizio di assistenza legale per gli orfani delle vittime del dovere”.

Dal risarcimento, è rimasto ancora fuori il fratello Francesco che all'epoca era 27enne e lavorava. “Vedremo se fare ricorso – commenta Annalia – anche lui è rimasto orfano di padre per una malattia contratta servendo lo stato. Ci confronteremo con l'avvocato e valuteremo”. 

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