Amianto all'ex ospedale finito in malora: ora la Asl prova a sbarazzarsene

Cittadini preoccupati per le condizioni dell'ex Banti: le analisi rassicurano. Finirà in mano a turismo o diritto allo studio

Tra Pratolino e Montorsoli, nel comune di Vaglia, c'è un ex ospedale dismesso da trent'anni e finito in malora. Negli anni, ed anche recentemente, è stato teatro di feste e occupazioni abusive, oltre che meta preferita dai graffitari. Oggi è tornato ad essere un caso per la presenza di eternit sul tetto dell'edificio, che gli abitanti della zona denunciano da tempo.

E' l'ex sanatorio Banti: la Asl, dopo le segnalazioni e verificata la presenza dell'amianto sbriciolato, ha effettuato la analisi ed ha fatto sapere di aver "acquisito nei giorni scorsi elementi di conferma che non c’è alcun pericolo per la salute della cittadinanza". 

Le fibre di amianto disperse nell’aria, secondo l'azienda, sarebbero il frutto dei danneggiamenti che avrebbero provocato le incursioni di intrusi che sarebbero entrati nell'edificio. Una "frantumazione operata in modo sconsiderato", ha spiegato la Asl, da "adolescenti che hanno progressivamente demolito numerose parti della struttura". E in "un caso sono anche intervenuti i carabinieri". Eppure la Asl si serve di un istituto di vigilanza per sorvegliare l'immobile.

A preoccupare maggiormente è un solarium sul tetto, meta ambita degli improvvisati ospiti che di tanto in tanto lo popolano.

Da qualunque parte la si veda, la situazione è preoccupante per i rischi che porta con sé. Ad interessarsene, oltre al sindaco di Vaglia Leonardo Borchi, che ha chiesto chiarimenti, ma anche la Regione Toscana. Lo stesso Presidente Rossi ha fatto sapere che è in corso di valutazione sulla nuova destinazione d'uso dell'immobile, che potrà essere ancora una volta turistica, oppure legata al diritto allo studio universitario.

E' infatti già in corso una nuova gara pubblica, in scadenza questo mese di luglio, per la vendita dell’immobile. 

Le perplessità sono molte, ed alcune sollevate da Idra. A partire dal valore dell'immobile che, come rileva l'associazione, è "precipitato dai 9,650 milioni di euro della base d’asta del 2005 all’attuale cifra di 2,057 milioni". Per finire alla polemica sulla destinazione d'uso, storicamente pubblica. Secondo Idra, il piano operativo del Comune di Vaglia ha già accolto la richiesta di destinare un 30% ad uso residenziale

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