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Denuncia di stupro delle studentesse USA: indagati i due carabinieri

Le ventenni sono state risentite dagli inquirenti e chiedono di tornare negli USA

Ci sarebbero già molti riscontri tra il racconto delle due studentesse americane, che ieri mattina si sono presentate alla polizia raccontando di essere state violentate da due carabinieri in servizio, e le indagini che sta conducendo la procura di Firenze. La procura di Firenze ha iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale i due carabinieri che avrebbero stuprato le giovani. I due carabinieri sono già stati identificati e si sarebbero consultati con un legale.

Gli inquirenti stanno vagliando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza dislocate in vari luoghi della città per trovare riscontri alla denuncia.

Le due, statunitensi ventenni arrivate a Firenze il 29 agosto, sono state sentite in procura ieri fino a tarda notte, e il loro racconto è adesso al vaglio degli uomini della squadra mobile. Gli inquirenti avevano deciso di risentirle per chiarire alcuni punti e colmare alcune lacune presenti nel primo resoconto che avevano fornito a poche ore dal fatto. Secondo quanto ricostruito, i due carabinieri sarebbero intervenuti, insieme ad altre pattuglie, per dei disordini in una discoteca di Firenze che si trova vicino al piazzale Michelangelo la notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 settembre. Qui, fuori dal locale, avrebbero incontrato le ragazze, che avrebbero riaccompagnato a casa, non lontano da via Tornabuoni nel centro di Firenze, con la gazzella di servizio. All'interno dell'appartamento, stando al racconto delle due studentesse, sarebbe avvenuta la violenza. Le ventenni avevano probabilmente bevuto un po' troppo.

Le giovani sono state portate all'Ospedale di Santa Maria Nuova per essere visitate. 

Il console generale Usa a Firenze, Benjamin Wohlauer, si è recato questa mattina al comando provinciale dei carabinieri di Firenze, su invito dello stesso comandante. Il console è stato rassicurato dai militari che gli hanno garantito "massima trasparenza, il massimo rigore e il massimo sforzo dell'Arma per arrivare all'accertamento della verità", in modo da far luce su un episodio ancora da verificare nei suoi aspetti specifici. Durante il colloquio è stata precisata da parte dei carabinieri "la volontà di rassicurare tutti i cittadini, italiani e stranieri: l'Arma da sempre è a fianco della gente e continuerà ad esserlo". Se le indagini dovessere concludersi con una richiesta di rinvio a giudizio per i due carabinieri, che comunque fino a sentenza di condanna passata in giudicato non sarebbero ad ogni modo colpevoli, il fatto sarebbe gravissimo e macchierebbe in modo indelebile l'immagine dell'Arma e anche del nostro Paese. 

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