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Alluvionati, cittadini di nuovo in piazza: "Ancora tanto da fare e da avere. E mettete in sicurezza i territori"

Un migliaio in piazza a Firenze

Si sono presentati in circa un migliaio alla manifestazione dedicata ai cittadini colpiti dall'alluvione andata in scena in giornata. "Mai più 2 novembre 2023”: questo lo slogan dei partecipanti, arrivati soprattutto da Prato e Campi Bisenzio per far sentire la loro voce dopo il disastro accaduto quasi sette mesi fa. L'iniziativa, organizzata dal coordinamento dei comitati alluvionati di Campi Bisenzio, ossia il "Comitato Alluvionati Campigiani 2023", il "Comitato Via Cetino-Via Campanella" e il "Comitato ArcaDiNoè", e alla quale si è unita anche il "Comitato Bagnolo per l'Alluvione", è partita nel primo pomeriggio con un ritrovo presso il parcheggio della motorizzazione civile in via Santa Croce dell'Osmannoro. Dopodiché, i manifestanti - fra i quali anche i sindaci di Campi Bisenzio e Montemurlo, Andrea Tagliaferri e Simone Calamai - si sono diretti a piedi verso la sede della Regione Toscana, a Novoli. Percorsi cinque chilometri a piedi, passando da via Ebro, via Lucchese, via Pratese, via Baracca e via Baracchini, portandosi con sé striscioni e lanciando messaggi chiari: bisogna mettere in sicurezza i territori interessati dall'alluvione e occorre sostenere le famiglie colpite, in particolare chi ha perso tutto o quasi.

«Sono questi due i punti focali di questa manifestazione pacifica - osserva Luca Ballerini, uno dei responsabili del coordinamento dei comitati alluvionati di Campi Bisenzio - Per quanto concerne i ristori, stanno arrivando fino a 3mila euro per le domande che sono state fatte a suo tempo fa. Nei giorni scorsi il Governo ha stanziato altri 66 milioni euro che vanno ad aggiungersi alla somma già prevista, per un totale di circa 380mila euro. Tenuto conto che la Toscana ha subito danni per oltre un miliardo di euro, direi che c'è ancora tanto da fare e da avere. Parlando dei lavori, credo che gli enti preposti debbano mettere in sicurezza i territori con interventi mirati e che tengano conto del cambiamento climatico. Mi sembra però che si stia troppo a rilento da questo punto di vista. Servirebbe un'accelerata, anche perché la stagione delle piogge non è poi così lontana».

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