Allarme truffe agli anziani: non aprite quella porta

Scia di truffe di finti addetti dell'acqua e della corrente elettrica. Non manca colui che si spaccia per un carabiniere. Usato anche lo spray al peperoncino contro le vittime

Stanno tormentando l'area di Firenze e i comuni dell'hinterland. Nel mirino dei bassi raggiri cascano sempre gli anziani, spesso soli e indifesi, che vengono confusi da batterie di soggetti che si fingono addetti di Publiacqua, di gestori dell'elettricità e non si peritano di indossare un'uniforme simile a quella dei carabinieri. Nei casi avvenuti finora si è riscontrato che il più delle volte si muovono in due. Il primo aggancia la vittima, il secondo è deputato alla razzia delle abitazioni.

Ieri il primo furto è stato messo a segno nella zona del Galluzzo. Un uomo, italiano dalla carnagione olivastra, si è fatto aprire la porta da un'ottantenne dicendole che si era verificata la rottura di un tubo dell'acqua al cui interno era presente del mercurio. Metallo, quest'ultimo, che avrebbe potuto innescare una reazione con metalli e contanti (a causa della filigrana sulle banconote) consigliando alla vittima di raccogliere tutto e mettere il fagotto al "sicuro" all'interno del frigorifero. Subito dopo si è presentato un secondo uomo con indosso un'uniforme da carabinieri. In quel frangente l'aria è diventata irrespirabile, si ipotizza che il duo abbia nebulizzato uno spray urticante, tanto che la signora è andata di corsa a svegliare il marito. Entrambi sono stati fatti uscire dalla stanza con la scusa di effettuare una bonifica. La signora ha poi visto scappare la coppia - con duemila euro tra monili in oro e contanti - capendo così di esser stata truffata. 

Un secondo episodio si è verificato nella zona dell'Isolotto. Qui una settantenne ha aperto la porta ad un uomo che si è spacciato per un dipendente dell'energia elettrica che doveva controllare i contatori. Dopo aver portato la signora sul terrazzo, alla porta si è presentato un secondo figuro dicendo di aver trovato monili in oro e effetti personali della vittima lungo le scale del palazzo. E' verosimile pensare che il primo soggetto abbia lasciato la porta aperta e che il secondo si sia diretto verso la camera da letto dell'anziana. Escamotage che è stato utile a farsi rivelare dove la donna custodisse i suoi averi. Infatti il malvivente, anche questi italiani, ha chiesto alla donna di controllare se dove teneva sotto chiave i suoi averi ci fosse ancora tutto. Dopo averle detto di controllare anche in altre stanze il duo si è allontanato con una collanina e qualche centinaio d'euro. Su entrambi gli episodi indaga la polizia.

Non è escluso che, viste le modalità, ci siano più "batterie" operative sul territorio per truffare gli anziani. Nel comune di Scandicci ieri mattina ci sono stati due tentativi nella zona di Via Donizetti e nei giorni precedenti anche nelle frazioni di Badia e Le Bagnese. 

Dopo gli appelli di Publiacqua anche le forze dell'ordine consigliano di non aprire la porta agli sconosciuti. E, nel caso di dubbi, di allertare il 112 e 113. I carabinieri di Scandicci si stanno già attrezzando per incontrare gli anziani, vittime preferite dei malviventi, così da educarli (le persone più datate potrebbero infatti non aver dimestichezza con l'uso di internet) con delle assemblee a non fidarsi di malintenzionati.   

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