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Allarme sovraffollamento a Sollicciano: "Una doccia ogni 60 detenuti"

Ancora allarme sovraffollamento nel carcere. La denuncia su Sollicciano parte dal Lisiapp: "Una struttura dove ci sono quattro docce ogni 60 detenuti"

Per tenere alta l’attenzione sulle criticità imperversanti nelle carceri toscane, si deve alzare la voce. Dopo il sequestro di due padiglioni dell’Opg di Montelupo, voluto dalla commissione d’inchiesta parlamentare, si torna sul caso Sollicciano.
TOSCANA - La situazione è al collasso per voce di coloro, che dentro non sono incarcerati, bensì  rappresentano chi ci lavora. All’inizio dello scorso mese si registravano sul territorio regionale circa 4292 detenuti, mille in più del consentito, e la situazione non sembra essere migliorata. Esemplificativo, forse il fardello più pesante dell’intero sistema, è il carcere di Sollicciano alla periferia di Firenze, di fatto a Scandicci.

SOLLICCIANO - “E' una situazione ai limiti quella della struttura fiorentina afferma in una nota il segretario generale del Lisiapp Dott. Mirko Manna” non va meglio in altri istituti: “il resto delle strutture presenti in regione, da Pisa a Montelupo, Prato, Pistoia fino ad arrivare a Livorno non sono da meno”.
Il Libero Sindacato della Polizia Penitenziaria  ricorda il problema del sovraffollamento, e lo fa con i numeri. I detenuti sono 956, tra cui 100 donne, a fronte di una capienza prevista di 460 persone. Celle studiate per una persona che ne accolgo tre con spazi al limite della vivibilità e servizi fatiscenti. Per rendere meglio l’idea, il sindacato comunica che Sollicciano è “una struttura dove ci sono quattro docce ogni 60 detenuti”.

Sul caso interviene anche il  Segretario Nazionale Lisiapp presente in regione Daniele Giacomaniello incentrando la sua dichiarazione sulla carenza di personale: “Delle 695 unità di polizia penitenziaria previste dal Dap per la struttura, ve ne sono effettivamente in servizio meno di 400'' poi rincara Manna ''E' una situazione al limite della tollerabilità, che genera un numero elevato di ore di lavoro straordinario e un'incidenza elevatissima di malattie legate allo stress psicofisico''.
 

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