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Cronaca San Jacopino / Viale Francesco Redi

Viale Redi, scontro sul taglio dei pini. Sinistra contro Palazzo Vecchio: “In piena crisi climatica tagliano 52 alberi sani”

La replica della vicesindaca Bettini: “Esigenza di rendere più sicura la strada, tra 30 anni sarà il viale più bello”

Sul prossimo taglio dei 52 pini di viale Redi lo scontro è sui social ma anche in consiglio comunale. Questo pomeriggio il tema è stato portato in nel Salone dei Duecento dal gruppo di Sinistra progetto comune.

“In piena crisi climatica e idrica si tagliano 52 alberi sani”, attaccano i due consiglieri Antonella Bundu e Dmitrij Palagi. Il riferimento è appunto ai pini di viale Redi, che, come comunicato nei giorni scorsi da Palazzo Vecchio, saranno abbattuti per consentire il rifacimento della strada e poi sostituiti con oltre cento esemplari di 'ginkgo biloba', alberi già presenti alle Cascine e in altre parti della città.

I pini di viale Redi, secondo quanto reso noto dall'amministrazione comunale, sono nella 'classe di rischio' C, che in teoria non richiede l'abbattimento delle piante (le classi sono A, B, C, C/D e D) ma interventi di manutenzione e controllo (il taglio deve scattare in caso di classi C/D e D).

Di fatto, nel momento di riqualificare l'intero viale Redi, da un lato è economicamente più vantaggioso sostituire tutte le piante, per non tornare a dover effettuare nuovi lavori in momenti successivi, dall'altro, come esplicitato anche dalla vicesindaca Alessia Bettini, le radici dei pini come noto creano danni al manto stradale e quindi vengono sostituiti per aumentare la sicurezza della strada (le carreggiate di viale Redi risulteranno anche più strette, perché l'aiuola spartitraffico centrale sarà ampliata).

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“I pini di viale Redi vengono sostituiti principalmente per rispondere ad una esigenza di rendere più sicura la strada. Vengono sostituiti tutti insieme perché l'intervento prevede delle modifiche tali da dover essere realizzato in modo unitario, per quanto riguarda l'allargamento dello spartitraffico centrale, della sistemazione dello smaltimento delle acque meteoriche e dei nuovi pali di illuminazione. Non è possibile un intervento in più tempi”, ha detto Bettini rispondendo al question time di Bundu.

Quanto alla specie scelta, “il ginkgo biloba - ha aggiunto Bettini -, è una delle piante più resistenti allo smog ed è praticamente immune da malattie, vive bene in tutti i tipi di terreno, è resistente al caldo e al freddo, tutte caratteristiche che ne fanno una specie eccellente per il verde urbano, oltre alla splendida colorazione delle foglie in autunno”.

“E' sbagliato, in piena crisi climatica e idrica, il taglio di tutti i 52 pini, alcuni in stato migliore, altri meno, sulla base di una 'Visual Tree Assessment'. Una metodologia messa in discussione per la sua inaffidabilità e soggettività e che comunque ha messo tutti i pini in classe C, dunque una classe moderata di rischio, che richiede manutenzione e monitoraggio, non motosega - ribattono Bundu e Palagi -. Sbagliato perché questo taglio, creerà per anni, fino alla ricrescita delle nuove piante, un’isola di calore lunga più di 300 metri, parallela all’esistente isola di calore di via Gordigiani. Una amministrazione attenta al verde e al clima urbano, che tanto ha annunciato in termini di lotta alle isole di calore, può e deve definire un programma dettagliato, pianta per pianta, di pianificazione progressiva della sostituzione degli alberi, di gestione delle altre, e di prevenzione dei possibili danni stradali occasionati dalle radici: ci sono esperienze e capacità per farlo”. Quanto al gingko biloba, proseguono i due consiglieri, la vicesindaca “dimentica di dire che è una pianta a lenta crescita”.

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E che per la crescita ci vorranno decenni pare confermarlo la stessa vicesindaca. “Sono convinta - ha detto infatti Bettini -, che quel viale tra 30 anni sarà il più bel viale alberato di Firenze e quei cittadini renderanno merito a chi fa questa scelta”. I lavori in viale Redi inizieranno a metà agosto. Un cronoprogramma dettagliato dovrebbe essere annunciato in un incontro pubblico intorno alla metà di luglio.

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