Costa San Giorgio, la denuncia: “Fermate l'hotel extra lusso, sarà uno scempio”

L'associazione Idra Firenze ricorda i crolli del passato e denuncia scarsa trasparenza, anche Sinistra progetto comune e Fratelli d'Italia chiedono lo stop

Foto da perunaltracitta.org

Le associazioni che si battono contro il resort extra lusso che dovrebbe sorgere nell'ex caserma di Costa San Giorgio, una perla nel cuore dell'Oltrarno, non si arrendono e tornano ad attaccare Palazzo Vecchio, denunciando scarsa trasparenza sull'operazione e chiedendo un rinvio dei tempi entro i quali poter inviare osservazioni. Scadenza che ora è fissata a venerdì 25 luglio.

La vicenda è piuttosto nota. L'immobile, in una zona pregiatissima della città, è in abbandono da fine anni Novanta, dopo essere stata una caserma, sede della Scuola di Sanità militare, situata tra Costa San Giorgio, Forte Belvedere, Villa Bardini e il Giardino di Boboli.

Negli anni scorsi è stata acquistata dalla famiglia argentina dei Lowenstein, che vi realizzeranno un resort extra lusso, con oltre 80 camere, suites, appartamenti, ristorante, piscina, parcheggi per gli ospiti. Il tutto, chiaramente, per tasche molto, molto facoltose. L'associazione ambientalista Idra Firenze, tra le altre, assieme al Laboratorio PerUnaltracittà, denunciano "uno scempio" e quella che ritengono “un'operazione altamente speculativa, oltre che rischiosa per il territorio”.

Il caso tra le altre cose è finito anche in una inchiesta della trasmissione televisiva Report, incentrata sulla 'Firenze in svendita' e che ha mandato su tutte le furie Palazzo Vecchio. Peraltro i magnati dei Lowenstein hanno già acquistato anche la Villa di Cafaggiolo nel Mugello, dove, per consentire un'altra struttura di extra lusso, sarà anche deviata la storica strada regionale 'Bolognese'.

Ieri il presidente di Idra Girolamo Dell'Olio ha tenuto l'ennesima conferenza stampa sulla vicenda. “Non c'è trasparenza, i residenti della zona non sanno nulla di quello che succederà lì. Siamo dovuti andare noi, nei giorni scorsi, a suonare qualche campanello in zona per mostrare i documenti che siamo riusciti con fatica ad acquisire dall’amministrazione fiorentina”, attacca il portavoce di Idra.

“La mole di documenti è immensa. Carte, relazioni, delibere e allegati grafici relativi a oltre 16mila metri quadri del complesso, per un'operazione che toccherà una zona fragile e delicata. La data deve essere rinviata, serve più tempo”, chiede Dell'Olio, che in consiglio comunale ha trovato anche la sponda di Sinistra progetto comune e di Fratelli d'Italia.

“A chi chiede di partecipare la giunta risponde di no. Dava molta più retta alla popolazione Cosimo de' Medici, quanto proibì di costruire in quei luoghi, come testimoniato nei testi dell'epoca, perché terreni soggetti a frane”, attacca Dmitrij Palagi di Spc. Il riferimento, raccontato anche dal laboratorio perUnaltracittà, è alle numerose frane che nei secoli passati interessarono la collina, che proprio per questo fu definita la 'Collina delle Rovinate'. “Non proprio il luogo ideale per andare a costruire parcheggi interrati e quant'altro”, attacca ancora Dell'Olio.

“Ribadiamo la nostra contrarietà ad intervenire sulla collina che sovrasta Ponte Vecchio. L'area non è adatta all'inserimento di una struttura alberghiera e la zona presenta notevole fragilità”, concorda, sulla sponda politicamente opposta, anche Alessandro Draghi di Fdi.

Denunce che da tempo porta avanti il laboratorio PerUnaltracittà, inascoltato dall'amministrazione comunale. Amministrazione che invece ricorda i vari passaggi ai quali è stato sottoposto il progetto dal gennaio scorso, fino all'approvazione in consiglio comunale, a grande maggioranza Pd, e l'ok della Sovrintendenza.

“Siamo in presenza di un tessuto storico, architettonico e artistico particolarmente pregiato e appetibile, minacciato da un cantiere edile enorme, che intende trasformare un complesso ecclesiale edificato a partire dal 1300 in un moderno albergo di lusso, con annessi piscina e centro benessere, 1.000 metri quadri di parcheggio sotterraneo accessibile con un tunnel carrabile e un ascensore inclinato che correrà proprio sopra il muro di cinta del giardino di Boboli”, prosegue il presidente di Idra.

L'associazione mette in guardia anche da quello che potrebbe essere un pesante impatto del traffico sulle stradine della zona. “Stando ai dati del progetto sottoposto al giudizio di Palazzo Vecchio è prevista la realizzazione di 85 camere standard (da 40 mq medi), 20 suite (55 mq medi) e 18 appartamenti (tra gli 80 e i 150 mq) per un totale di 6.371 mq abitati. Il ristorante avrà una sala da 338 mq, e cucine e dispense per 280 mq. Il bar disporrà di 165 mq e di ulteriori 285 mq di spazi per eventi. Si parla di una cinquantina di vetture parcheggiate all’interno del complesso alberghiero, delle necessarie consegne delle forniture (biancheria, cibo, bevande, prodotti per le pulizie) e, pur nell’ipotesi di un’occupazione media del 50% dei posti letto, di circa 150 ospiti. Come ci arriveranno lassù? Si possono immaginare dai 500 ai mille spostamenti giornalieri. Nell’attuale assetto viario non ci sono alternative a Costa San Giorgio, Costa Scarpuccia, Via dei Bastioni, Via San Leonardo, icone della viabilità storica fiorentina. Potrà mai sopportarlo la rete stradale locale?”, si chiedono i rappresentanti dell'associazione.

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Si prevede anche la realizzazione di una 'cremagliera' per consentire ai clienti del resort extra lusso di raggiungere Boboli e Forte Belvedere, che potrebbe essere aperta anche alla cittadinanza, idea anche questa che scatena molte critiche. Una data di inizio lavori ancora non c'è. (Foto da perunaltracitta.org)

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