Cronaca Sesto Fiorentino

Aeroporto di Peretola, Falchi: "In 400mila hanno detto no"

Sono sette le amministrazioni comunali che hanno presentato ricorso al Tar

“Vogliamo la messa in sicurezza dell’attuale scalo e che non vadano persi i fondi stanziati (150 milioni di euro di risorse inviate dal Governo, ndr) per il nuovo aeroporto di Peretola”. Lo ha affermato il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi che ieri sera ha preso parte all’assemblea pubblica sul ricorso contro la Via (Valutazione di impatto ambientale) per l’ampliamento dell’Amerigo Vespucci. Almeno 200 persone hanno gremito la biblioteca di Sesto Fiorentino: tanti sestesi e campigiani che si oppongono alla realizzazione della pista parallela. In sala erano presenti tutte e sette le amministrazioni comunali delle province di Firenze e Prato che il 20 marzo hanno presentato le carte al Tribunale amministrativo: Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Poggio a Caiano, Calenzano, Carmignano, Signa e Prato.

La serata si è aperta con l'immagine di come la zona dell’aeroporto è adesso, e di come diventerà. In sostanza un lungo lembo di cemento separerà l’Osmannoro dalle zone abitate. “Diventerà così la nostra piana se sarà ampliato l’Amerigo Vespucci, è un’immagine diffusa da Toscana Aeroporti, non l’ha realizzata qualcuno di un comitato”, ha detto il padrone di casa Falchi.

L'ITER

La Via per Peretola è arrivata a fine anno sottoscritta dagli ex ministri ai beni culturali Franceschini e all’ambiente Galletti. Un progetto che ha subìto una notevole accelerazione pochi mesi prima della scadenza elettorale ma lasciando a piedi la voce di coloro che subiranno l’opera: i cittadini. Questa è una delle motivazioni per cui i Sindaci hanno presentato il ricorso. 

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

E' andato giù duro il primo cittadino di Signa Alberto Cristianini. “Ci hanno additato di essere come talebani - ha detto Cristianini - non siamo contro lo svilupo economico". Il sindaco ha proseguito: "Il vizio di origine è che si tratta di un'area a rischio idreologico, qui - continua il primo cittadino - dovrebbe essere realizzata una delle più importanti espansioni idrauliche per Arno e affluenti, abbiamo già messo a disposizione centinaia di ettari del Comune, Signa ha già dato". E ha concluso: "Dopo 8 anni siamo a ridire la stessa cosa che dicevamo otto anni fa, allora le scelte di pianificazione andavano tutte in un’altra direzione".

IL METODO

La Via rimanda a una fase successiva: l’approfondimento sulle 142 prescrizioni che spiegano come dovranno essere affrontati i problemi di viabilità e spostamento dell'oasi a causa della realizzazione dell'opera. "Come si fa a pensare allo sviluppo di un polo scientificio accanto a un aeroporto - ha detto Falchi - Opere di questo tipo non possono essere realizzate su un territorio in cui 400mila cittadini sono contrari, per motivi diversi ma non ci stanno - e ancora - a livello politico nazionale e regionale non hanno mai voluto aprire un tavolo a riguardo". Mentre l'assessore Francesco Paoletti di Carmignano ha dichiarato: “E’ una decisione calata dall’alto in senso fiorentinocentrico. Abbiamo un’altra prospettiva, oggi dobbiamo tornare a credere nel bene collettivo: l’aeroporto così come è stato pensato è stato pensato nell’interesse di pochi, sono contento che oggi ci sono altri tre Comuni che si oppongono”.

LA NATURA, L'OASI WWF

Con la nuova pista le oasi faunistiche, gli spazi verdi ed anche il futuro parco della piana sono a rischio. “A tutti gli effetti - ha dichiarato Marco Martini sindaco di Poggio a Caiano - noi siamo nel parco della Piana che è costato 30 milioni di euro dal 2008. E' una grande infrastruttura verde che doveva collegare Firenze a Pistoia". Martini ha poi tirato una stoccata al governatore Toscano: "Ho riletto diverse volte il programma con cui Rossi ha vinto le elezioni nel 2015: la nuova pista dell’aeroporto di Peretola non c’era. Una struttura pensata in quei termini andrebbe ad impattare il nostro ambiente in modo irreversibile e non ci sarebbe la possibilità di mitigazione".

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