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Aeroporto, l'ordine degli ingegneri: “Progetti riesumati e poco concreti, lo scalo della Toscana rischia di diventare Bologna”

Il presidente della commissione Trasporti Martini: “Il piano di sviluppo non può nascere solo da equilibri politici, dubbi sulla fattibilità della linea ferroviaria veloce Pisa-Firenze”

“La riedizione di vecchi progetti per Peretola rischia di portare a un solo vincitore: l’aeroporto di Bologna, che potrebbe diventare lo scalo di riferimento anche per la Toscana centrale”. Così il presidente della commissione Trasporti dell’Ordine degli ingegneri di Firenze, Fiorenzo Martini, interviene nella discussione sullo sviluppo dell’aeroporto fiorentino. Discussione che dura da decenni e che si è riaperta in questi giorni, con il sì dell'Enac ad una nuova pista inclinata di 2.200 metri (rispetto ai 2.400 fino a qui prospettati).

“Non commentiamo i posizionamenti politici - spiega Martini - ma da ingegneri non possiamo non rilevare due cose: uno, non ci sono progetti buoni per tutte le stagioni, riesumabili alla bisogna; due, un piano di sviluppo aeroportuale non può essere solo figlio di equilibri politici. Servono riflessioni ad ampio spettro sulle destinazioni dei passeggeri e sulla mobilità da e per gli aeroporti, tanto più che il tema dell’energia è già la sfida principale per la nostra economia”.

A proposito di mobilità, l’Ordine degli ingegneri solleva dubbi sulla fattibilità di una linea veloce tra Firenze e Pisa. “Allo stato attuale - dice Martini - non è prevedibile un volume di traffico passeggeri tale da ripagare gli ingenti investimenti necessari. Inoltre è ragionevole ipotizzare che gran parte dei viaggiatori sceglierebbe di utilizzare i treni regionali sulla linea attuale con un costo dei biglietti presumibilmente inferiore rispetto a quelli della linea veloce. Ben venga un miglioramento dei collegamenti tra Pisa e Firenze, ma ogni idea deve avere le gambe per diventare realtà. Altrimenti si rischia di perdere altri anni in discussioni poco concrete”.

“Gli aggiornamenti del progetto di ampliamento del Vespucci - conclude il presidente della commissione Trasporti dell’Ordine degli ingegneri - inducono ulteriori costi e ritardi che, oltre a dilazionare nel tempo l’appetibilità complessiva della Regione, per le maggiori difficoltà di collegamento sia per turismo che per tutti gli altri motivi di viaggio, rischiano di far sì che l’aeroporto di riferimento della Toscana centrale, alla fine, diventi quello di Bologna”.

Il sindaco di Sesto Falchi: "No a progetti simili a quello già bocciato"

Se nei giorni scorsi il presidente della Regione Giani ha gioito per il sì dell'Enac all'ipotesi di pista inclinata di pochi gradi rispetto all'autostrada (una nuova ipotesi rispetto alla pista parallela), dal sindaco di Falchi è arrivato subito uno stop. "Ribadisco che non esiste alcun accordo sulla nuova pista dell’aeroporto. E' evidente che davanti a progetti simili a quello bocciato ripetutamente negli anni passati, la nostra posizione non potrà che continuare ad essere di netta e trasparente contrarietà”, le parole di Falchi.

Sul caso, e sulle parole di Giani, è intervenuta anche la segretaria regionale di Sinistra Italiana, il partito di Falchi, Alessia Petraglia. "Il solito Giani: quando vede un problema parla sempre di altro e fa finta che gli ostacoli non esistano. Fa male a sottovalutare il no del Sindaco di Sesto Fiorentino alla pista parallela di Peretola. Altri lo hanno fatto in passato: non gli è andata benissimo. A volte, chi fa politica, dovrebbe ricordarsi che non si può essere tutto e il contrario di tutto. Il No di Falchi - sottolinea Petraglia -, è il no di un'intera comunità, dei cittadini di Sesto Fiorentino e non solo. La tramvia e gli interventi per la mobilità non sono regalie per fare accettare l'ampliamento della pista. Davvero una caduta di stile, che evidenzia un modus operandi che svilisce la politica e squalifica chi utilizza queste modalità".

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