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Cronaca

Autovelox, l'associazione Aduc: “Il Prefetto e i conflitti d’interesse”

L'associazione per i diritti dell'utente e del consumatore torna sul capitolo autovelox sulle strade fiorentine. Nel mirino dell'associazione il Prefetto e il Comune

L’associazione per i diritti dell’utente e del consumatore torna sulla questione degli autovelox sulle strade fiorentine. La battaglia, ormai  dura da oltre un anno, con una richiesta di archiviazione della denuncia penale già presentata lo scorso dicembre. Il nodo su cui verte la questione è la legittimità delle istallazioni e se siano conformi al codice della strada. In particolare si punta il dito sulle macchinette che, secondo Aduc, avrebbero bisogno della presenza di un vigile accertatore per essere in funzione. L’associazione riapre il calderone delle polemiche stavolta contro il Prefetto, ora ex, Paolo Padoin. Questo il comunicato integrale:

"Il Prefetto di Firenze Paolo Padoin che dallo scorso 1 febbraio non è più tale perché' in pensione, ha voluto lasciare un ricordo alla città a cui avrebbe dovuto garantire sicurezza e legalità nel nome del Governo. Lo scorso 16 gennaio ha emesso un'ordinanza in materia di autovelox (1) in cui, smentendo in parte se stesso, ha fatto spegnere due autovelox (viadotto Marco Polo e via Senese) perché' non rispondenti alle norme del codice della strada. Ma ha confermato che gli altri autovelox sui viali fiorentini sono a norma.
Nonostante quasi il 100% delle sentenze dei giudici di pace sui ricorsi dei cittadini dicano il contrario e, soprattutto, nonostante una perizia ufficiale dell'ufficio del giudice di pace dello scorso dicembre, lo abbia messo con le spalle al muro: illecite tutte le postazioni e illecita la sua ordinanza presa in non considerazione del parere negativo della polizia stradale sulla liceità delle installazioni.
Per questo atto di “fine mandato” il Prefetto si è avvalso di un gruppo tecnico composto da: direttore dei trasporti terrestri, dirigente della stradale, dirigente Infrastrutture e Mobilità del Comune di Firenze, comandante dei vigili. E' come se il Prefetto, andato in osteria, avesse chiesto all'oste se il suo vino fosse buono, e l'oste ovviamente gli ha risposto che è ottimo. L'oste, nel nostro caso, è il Comune di Firenze che, ovviamente, dopo che il suo Sindaco continua a dire bugie mediatiche sulla situazione e sulla liceità degli autovelox, è stato chiamato a giudicare se stesso e... “il vino è buono”!!

Ora ci sono due aspetti da valutare:
1 – chi rimborserà i cittadini che hanno pagato le multe o che hanno comunque speso soldi per fare ricorso contro le multe comminate dai due autovelox ora ritenuti illeciti da chi li aveva autorizzati? Una illiceità che non e' maturata a fronte di una situazione ambientale modificata, ma proprio per difetto di valutazione al momento dell'iniziale autorizzazione. Per il Prefetto non esiste una responsabilità civile, che invece esiste per il Comune ma che, allo stato, nessuno richiamerà: ricorrere alla giustizia per rivalersi ha costi base molto superiori alle poche centinaia di euro che sono stati ingiustamente pagate da chi non avrebbe dovuto essere multato. Prefetto e Comune questo lo sanno bene e per questo procedono;
2 – così come procedono col continuare a mantenere attivi gli altri autovelox ritenuti illeciti da giudici e perizie ufficiali. Quanti fanno ricorso perché' sono informati della situazione e decidono di accollarsi i costi dello stesso per vedersi riconosciuta la ragione? Una percentuale bassa (nel 2010 a fronte di 180.000 multe i ricorsi sono stati 3.500 di cui quasi 2000 al Prefetto, quindi persi in partenza, che' il Prefetto non avrebbe potuto dar torto alle proprie ordinanze). Quindi, nella contabilità della giungla a cui gli amministratori fiorentini hanno deciso di rifarsi, 2+2 fa 5 e i soldi non hanno colore e diligenza di guadagno, basta che ci siano.
Che disastro...

Aspettiamo che la Procura della Repubblica si esprima sulla nostra opposizione alla richiesta di archiviazione già richiesta per l'individuazione di una responsabilità penale di Sindaco e Prefetto in questa brutta vicenda".
 

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