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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Infanzia, in Toscana più di 1 ragazzo su 10 abbandona gli studi

Save the Children riporta la fotografia impietosa di un paese in cui quasi 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d'inverno. Ecco i dati della Toscana

Sin dalla nascita conoscono la povertà, crescono in condizioni di svantaggio e deprivazione rispetto ai loro coetanei e incontrano barriere e ostacoli che li separano da opportunità educative e formative. Sono le migliaia di bambini e ragazzi protagonisti del 7°Atlante dell’Infanzia (a rischio) “Bambini, Supereroi” di Save the Children - l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti –, che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre 2016.

Un viaggio nell’Italia dei bambini e con i bambini per portare alla luce la dura realtà dell’infanzia a rischio ma che, allo stesso tempo, valorizza le risorse e le capacità di resilienza dei minori, veri e propri “Superpoteri” per resistere a situazioni di precarietà e superare condizioni di vita difficili. È la fotografia impietosa di un paese in cui quasi 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa. Nelle regioni del Centro Italia, quasi 1 bambino su 10 non svolge regolari attività di svago fuori dalle mura domestiche (7,4%).

Ben il 4% dei bambini delle regioni centrali non può invitare amici a casa per giocare o mangiare oppure è senza libri extrascolastici. Un bambino su 20 nelle stesse regioni, non assume un pasto proteico almeno una volta al giorno (3%) o non ha la possibilità di festeggiare compleanno o altre occasioni speciali (3,3%).

In Toscana in particolare, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandona precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, tocca il 13,4%, mentre 1 alunno di 15 anni su 5 in Toscana non raggiunge le competenze minime in matematica (22,1%) e in lettura (21,4%). In Italia 6 bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. La Toscana però, ha un tasso di adulti (25-64 anni) con al massimo la licenza secondaria inferiore (37,9%), di qualche punto più basso della media nazionale (40,5%).

Lo raccontano alcune delle 48 originali mappe comprese tra le 43 tavole e le 280 pagine di analisi e dati geolocalizzati di cui è composto quest’anno l’Atlante, a cura di Giulio Cederna, corredato dagli scatti di Riccardo Venturi e realizzato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il futuro”, avviata da Save the Children con l’obiettivo di debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030.

In Toscana, 1 bambino su 2 (46,7%) non ha letto almeno un libro, 3 su 4 non sono andati a teatro (76,1%), più di 1 su 2 non ha visitato mostre o musei (54,5%), più di 3 su 5 non hanno visitato siti archeologici (69,1%) e ben 4 su 5 non sono andati a concerti di musica (82,9%). Un bambino su 4 in Toscana è in sovrappeso o obeso (26,8%).

“L’incontro tra Save the Children e Treccani, una delle istituzioni più prestigiose e autorevoli della cultura italiana, è la migliore dimostrazione delle tesi di fondo di questa pubblicazione: lotta alle povertà dei bambini e promozione culturale sono due facce della stessa medaglia. Dobbiamo considerare l’infanzia in Italia come un vero e proprio tesoro, che va difeso e protetto ad ogni costo: per far questo occorre conoscerlo, comprenderne i problemi e mappare in controluce ciò che si può e si deve fare per rimettere a posto le cose, come raccontano le pagine e le mappe del nostro Atlante. Solo così potremo sperare di dare un futuro diverso a migliaia di giovani svantaggiati di questo Paese”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “La Treccani - afferma Massimo Bray, Direttore Generale della Enciclopedia Italiana - è da sempre molto attenta nell’affrontare e nel proporre strumenti di comprensione della complessa realtà sociale. In questo contesto la collaborazione con Save the Children aggiunge un ulteriore valore a questa scelta, un valore legato alla consapevolezza che le potenzialità espresse dai bambini e dai ragazzi del nostro Paese vanno preservate e coltivate con estrema cura e attenzione”.

L’infanzia in Italia, un tesoro che va protetto, soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno. Il 2015 ha fatto registrare il record negativo di nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. Anche in Toscana, il tasso di natalità, pari a 7,3 nati per ogni 1.000 residenti nel 2015, è di qualche punto inferiore alla media nazionale di 8 nati per ogni 1.000 residenti.

Un dato che si abbassa di anno in anno dal 2008, quando in Italia era pari a 9,8 su 1.000. Anche i minorenni sono sempre meno nella regione, il loro peso specifico sul totale della popolazione oscilla tra il 17% della provincia di Prato al 14% di quelle di Massa-Carrara e Grosseto). Le conseguenze della povertà: i bambini senza In Italia i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa, rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari. Un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%).

In Italia i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa, rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari. Un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). Nel nostro Paese, questo fenomeno della cosiddetta povertà energetica riguarda anche l’11% delle famiglie non povere con bambini, una percentuale che in Svezia e Norvegia si abbassa allo 0,3% L’assenza di opportunità e stimoli ha forti ripercussioni anche sulla riuscita scolastica di bambini e ragazzi.

In Toscana, 1 alunno di 15 anni su 5 non raggiunge le competenze minime in matematica (22,1%) e in lettura (21,4%). Nella regione, la percentuale di giovani che abbandona precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, è appena al di sotto della media italiana (13,4% contro 14,7%), nonostante negli ultimi 10 anni il tasso di dispersione scolastica si sia ridotto in tutto il Paese. Come dimostra la mappa “Dieci anni di lotta alla dispersione” permangono tuttavia livelli di abbandono scolastico molto preoccupanti nelle regioni del Sud, in particolare in Sicilia e Sardegna che superano la soglia del 20%. D’altro canto, anche il livello di istruzione basso dei genitori rappresenta un forte fattore di rischio per la vita e il futuro dei bambini.

Dalla mappa della “Scolarizzazione e povertà” salta all’occhio che in Italia quasi 6 bambini su 10 (58,3%) - tra 0 e 17 anni - i cui genitori hanno un titolo di studio che non supera la licenza media sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, contro il 13% dei figli di genitori laureati. Un dato particolarmente significativo anche se la Toscana presenta una percentuale (37,9%) di adulti tra 18 e 64 anni con livelli di scolarizzazione bassi, di qualche punto al di sotto della media italiana del 40,5%. Nonostante la mortalità infantile in Italia si sia drasticamente ridotta nel corso tempo, raggiungendo oggi un tasso medio nazionale di 3,2 decessi entro il primo anno di vita per 1.000 nati vivi, permangono importanti differenze territoriali, con il Trentino Alto Adige (3,3 su 1.000) ed alcune regioni del Sud e del Centro (Sicilia, Calabria, Campania e Abruzzo oltre il 4%) che superano la media nazionale. In questo quadro, la Toscana è al di sotto della media nazionale con un 2,2 su 1.000.

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