Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

"Contratti fermi da 3 anni": il pubblico impiego si ferma

Il 3 maggio sciopero indetto dalle sigle sindacali: 100 mila lavoratori incrociano le braccia

Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per il 3 maggio lo sciopero regionale di tutto il settore pubblico della Toscana. Con la protesta le parti sociali chiedono "lo sblocco dei contratti, nazionali e decentrati, fermi ormai da oltre 6 anni". L'astensione dal lavoro (fatti salvi i servizi essenziali previsti dalla legge) riguarderà, per l'intera giornata o turno di lavoro, gli oltre 100.000 dipendenti dei settori sanità, enti locali, Regione, ministeri, enti pubblici non economici, servizi socio-sanitari privati.

Tra le richieste avanzate da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa anche la valorizzazione dei contratti di settore, il rilancio della contrattazione decentrata, il superamento dei vincoli della legge Fornero sulle pensioni e lo sblocco del turnover. "C'è anche necessità - sottolineano i sindacati - di rafforzare il confronto regionale e aziendale sugli effetti della riforma del sistema socio sanitario regionale, per valorizzare il lavoro e migliorare la qualità dei servizi".

Le organizzazioni, inoltre, chiedono anche "di garantire il posto di lavoro nei cambi di appalto e nei processi di riorganizzazione e un piano di assunzioni, per mantenere la qualità e quantità dei servizi erogati e ridurre le liste di attesa in sanita'". Infine Cgil, Cisl e Uil, "per scongiurare le pesanti ricadute occupazionali" e garantire "servizi ai cittadini e alle imprese", reclamano l'apertura di un confronto con la Regione sulla riforma della pubblica amministrazione: dopo il riassetto delle province, spiegano, "ora toccherà a uffici e lavoratori di prefetture, camere di commercio, ministeri, Inps e Inail".

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