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Fase 2, il governo conferma: "Dal 3 giugno ci si sposta in tutta Italia, autocertificazione addio"

Riaperti anche i confini nazionali ai paesi Ue. Non passa la 'linea della prudenza' del governatore toscano Rossi

Da mercoledì 3 giugno via libera agli spostamenti tra regioni, senza autocertificazione. E riapertura dei confini nazionali con i paesi Ue.

Lo ha confermato il governo, al termine di una riunione a Palazzo Chigi tenutasi ieri sera. Per la riapertura ai paesi extra Ue resta per il momento confermata quella del 15 giugno.

Nno passa dunque la 'linea della prudenza' suggerita dal governatore Toscano Enrico Rossi che ieri, prima dell'incontro con il governo, aveva detto: "Sulle riaperture dei confini fra regioni annunciata per il 3 giugno, tocca al governo decidere. Tuttavia dico che bisogna stare attenti, non possiamo essere frettolosi".

A spingere verso la riapertura completa del Paese, sono i dati dell'Istituto superiore di sanità relativi alla settimana dal 18 al 24 maggio, quella che ha coinciso con la riapertura di bar, ristoranti, negozi e con i primi assembramenti da movida.

"Al momento non c'è in Italia alcuna situazione critica relativa all'epidemia di Covid-19" ha sottolineato il governo. Il 3 giugno cadranno quindi i divieti di spostamento e sarà possibile tornare a muoversi liberamente in tutta Italia, dopo quasi tre mesi.

Rossi era di diverso avviso: "In una regione come la Lombardia - aveva detto il presidente - ancora oggi si concentra la metà dei casi positivi registrati a livello nazionale, un numero nemmeno paragonabile a quello della Toscana, dove i casi si contano ormai sulle dita di una mano".

"Chiedo pertanto esplicitamente al governo: o si fa un provvedimento distinguendolo per regioni come Lombardia, Piemonte e Liguria che sono ancora più esposte al contagio delle altre, oppure, come sarebbe ragionevole, si aspetta un altro po’ tutti, in attesa di maggiore uniformità dei dati" aveva aggiunto Rossi.

“Non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti" ha invece ribadito ieri sera il ministro della salute Roberto Speranza, sottolineando però che l'andamento della curva continuerà ad essere monitorato.

Gli scienziati infatti avvertono: l'incidenza dei casi "è molto eterogenea" sul territorio nazionale, ci sono Regioni con un numero molto elevato e altre a basso contagio.

Per questo, quando aumenterà "la frequenza e l'entità" della circolazione nel Paese, bisognerà avere molta cautela ed essere pronti a isolare eventuali nuovi focolai.

Sulla riapertura dei confini regionali, comunque, il ministro delle Regioni Francesco Boccia sta continuando a sentire singolarmente i governatori. Gl incontri proseguiranno anche nei prossimi giorni.

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