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Cronaca

Scatta il green pass per centri estetici e parrucchieri, da chi è “felicissima” a chi si “adegua”

Via alle nuove norme che prevedono restrizioni per accedere ai servizi alla persona: parrucchieri, centri estetici e barbieri. Un dato comune è il lavoro calato, anche per la paura dei clienti

Da oggi, giovedì 20 gennaio, aumentano le restrizioni per accedere ai servizi alla persona. In particolare, scatta l'obbligo del green pass base, quindi ottenibile anche tramite tampone, per accedere a parrucchieri, estetisti, barbieri.

In città, volendo oppure no, le attività si devono adeguare. In gran parte i titolari delle attività incontrati si dichiarano favorevoli e, semmai, denunciano il calo di lavoro, a prescindere dall'obbligo del certificato verde.

“Siamo pronti, in caso ci fossero controlli ma anche per la sicurezza di tutti - dice Giuseppe Spano, titolare del centro estetico e parrucchiere Trepuntozero di via Masaccio -. Rispettiamo le norme e teniamo sempre le mascherine Ffp2”.

Il problema, come detto, è il lavoro che manca, in un settore, quello di parrucchieri e centri estetici, attorno al quale gira molta economia. “Tre quarti dei clienti sono a casa, abbiamo appuntamenti annullati, si prende quello che viene”, prosegue l'uomo.

“Siamo già organizzate con l'app sui cellulari per le verifiche e abbiamo avvisato le clienti sui social. Sono d'accordo con la decisione, anzi, era una regola da mettere prima, in un settore dove, pur con tutte le precauzioni che prendiamo, siamo a contatto ravvicinato con le persone”, spiega Stefania Ferroni dell'Estetica Damar, sempre in via Masaccio.

“Il lavoro va molto a rilento – conferma -, tantissimi sono malati o sono venuti a contatto con positivi al Covid, quindi la situazione è incerta. Ma non diminuiremo i clienti, perché i nostri li conosciamo e più o meno sono tutti vaccinati”, prosegue la donna, che parla comunque di “disastro” lavorativo tra dicembre e gennaio. “E ho due dipendenti in cassa integrazione”.

“Felicissima” dell'introduzione del green pass obbligatorio si dice invece Carla Di Dato, titolare di Estetica Donna Più in piazza Muratori.

“Non vedo l'ora, è una sicurezza in più. Il 90% dei clienti sono vaccinati e sono più tranquilli di sapere che ora l'accesso è solo con tampone, vaccino o per i guariti. Se perderò qualche cliente? Può darsi, ma non è un problema, preferisco così. Tanto più che ero stata anche attaccata perché non volevo fare un servizio a domicilio a una persona non vaccinata”.

Meno entusiasta è Massimo Mugnai, della Beauty Lab Academy di via dello Statuto. “Ci adeguiamo, per forza”, dice il titolare dell'attività. “Perdere clienti non credo proprio, ma potrebbe metterci un po' in difficoltà. C'è da fare i controlli e ci potrebbe essere qualche rallentamento, qualche cliente potrebbe poi avere difficoltà con i tamponi”.

Sconsolata Iolanda Bartolini, titolare del parrucchiere unisex di piazza Costituzione. “Abbiamo scaricato l'app e siamo pronti. Ma ho una clientela anziana, molti sono a casa o hanno paura. Il lavoro - dice -, è dimezzato, son tutti chiusi in casa”. Dal 1° febbraio scatteranno ulteriori restrizioni, con il green pass base che diventerà obbligatorio anche per andare alle poste, in banca e in tutte le attività commerciali che non rientrano tra quelle essenziali.

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