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A Firenze nasce una trattoria economica che vuole mescolare cucina toscana e sudamericana

Si chiama Trattoria Guaiana ma non è una vera e propria trattoria. Si tratta di un progetto artistico dentro Villa Romana che mira a sensibilizzare sui temi di inclusione e identità nazionale. Anche attraverso la cucina, con pranzi e cene tematiche

Trattoria Guaiana è una trattoria immaginaria che mette in contatto più mondi e culture. Un progetto in primo artistico e poi anche gastronomico che si terrà all’interno di Villa Romana a Firenze, in Via Senese 68. Il centro di produzione d'arte contemporanea e di scambio internazionale nato nell’Ottocento per dare una casa agli artisti tedeschi desiderosi di passare una parte della vita a Firenze diventerà dal 2 al 9 giugno 2024, uno spazio di condivisione, incontro e inclusione. Dietro Trattoria Guaiana l’artista Niccolò Moronato, lo chef italo-ganese Prince Asford, e la ricercatrice e direttrice creativa Alice Jasmine Crippa. Una residenza d’artista animata da cene e pranzi a tema, incontri e talk che hanno come filo comune il tema della Guyana Francese, regione situata sulla costa nord-orientale del Sud America. Anche dal punto di vista gastronomico.

Villa Romana a Firenze PH OKNO studio

La Trattoria Guaiana e la storia di Firenze in Africa

Il progetto parte da un precedente storico che non tutti conoscono: il tentativo della famiglia Medici di colonizzare l'Amazzonia nel 1608, nel territorio oggi noto come Guyana francese, e la storia dei sei Tupí che viaggiarono verso Firenze a bordo della spedizione toscana, senza mai più tornare a casa. Nel tentativo di ricostruire la memoria storica di questo avvenimento, il Salone di Villa Romana diventa per 7 giorni (ma la mostra sarà attiva fino al 14 luglio) una grande tavola senza confini che cerca di contestualizzare l’evento all’interno della cultura popolare odierna. A partire dalla ricerca artistica di Niccolò Moronato che da tempo porta avanti il suo progetto Guaiana Toscana “per sensibilizzare su temi come cancellazione culturale, mistificazione delle tradizioni e delle identità dei popoli, sottolineando il problema della costruzione dell’ideale bianco nella cultura italiana”. La sua ricerca si è sviluppata nei paesi del Sud America come Uruguay, Brasile, Guyana francese, Barbados, Toscana e Martinica, raccogliendo materiale di diverso genere che andrà a confluire anche nell’esperienza di Trattoria Guaiana.

L'artista Niccolò Moronato

La tavola conviviale che abbatte barriere culturali e promuove l’integrazione

“Trattoria Guaiana è una tavola conviviale, che unisce elementi di culture lontane ai tratti più identitari della Toscanaspiegano gli ideatori. Infatti obiettivo è far riflettere il visitatore sulla definizione di identità, portandolo a interrogarsi sugli aspetti più tradizionali della propria cultura. E lo si fa anche e soprattutto attraverso il cibo. Perché Trattoria Guaiana non è una trattoria vera propria e grazie a questo cortocircuito si spingono le persone a riflettere sul peso e il valore di culture esterne nella definizione di ciò che si pensa sia totalmente autoctono e originale. “Vogliamo suscitare riflessioni sull’oblio culturale e l’origine di certi ingredienti che vengono definiti come italiani ma che invece hanno influenze 'esotiche', e il cibo è un punto di partenza per storie più ampie” continuano. “Come il pomodoro” ci spiega lo chef Prince Asford che da tutti è considerato un ingrediente ultranazionalista invece viene proprio dalle Americhe”.

Lo chef Prince Asford

Lo chef Prince Asford e la cucina di Trattoria Guaiana

Trattoria Guaiana si basa sul contrasto tra tradizioni toscane ed elementi della Guyana francese. “Gli ospiti entreranno in un luogo che di certo non ricorda la classica osteria italiana, circondati da piante tropicali, tessuti colorati, profumi lontani” racconta Prince Asford, giovane chef di origini ganesi. In Italia si è sempre impegnato a raccontare la cucina africana a Milano. È stato head chef da Marcel Boum (ora chiuso) locale dedicato alle ricette dell’Africa, e ora lavora da Silvano, due ristoranti dello chef Cesare Battisti. Dal 2 al 9 giugno ogni giorno a pranzo e cena si potrà assaggiare la cucina fusion di Asford: “Vogliamo far conoscere prodotti alternativi, inserendoli all’interno di un menu tipicamente italiano e toscano. Al fine di rendere alieno ciò che ci sembra nostro e viceversa”.

Così avremo la pappa al pomodoro, piatto cardine della Toscana, con un brodo di manioca “pianta del Sud America nota anche in Africa, fondamentale per l’alimentazione di queste popolazioni. Si usa per fare pasta, biscotti, farine ed è senza glutine”. Oppure il platano, che entra nel menu come farcia dei tortelli e come sostitutivo del baccalà nel famoso piatto di origini venete: “Ho creato un platano mantecato che ricorda il baccalà propria per la sua consistenza fibrosa e di corpo”. Il menu è decisamente a buon mercato e comprende 6 piatti al costo di 35€ come minimo di donazione, acquistabile su Eventbrite.

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