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Domenica, 14 Luglio 2024
Storie

Tutti mollano i ristoranti gourmet per aprire trattorie? Loro hanno fatto il contrario

Il ristorante Osmosi in Val di Chiana il progetto di Elena e Simone Migliorucci, che dopo aver avuto una trattoria per 20 anni aprono un ristorante fine dining sotto Montepulciano con vista sulle vigne

Quella tra Elena e Simone Migliorucci è una storia d’amore che dura da 25 anni, sia nella vita privata che professionale, alimentata da un profondo e innato senso di accoglienza. Quando si sono conosciuti lei aveva un negozio di fiori, lui una ditta di trasporti. Il tempo libero però, lo passavano a riunire amici e familiari nella tavola della loro casa di campagna. Di qui l’idea di aprire un ristorante. Lo fanno per vent’anni con l’osteria La Botte Piena a Montefollonico, e poi dal 2021 con il ristorante Osmosi a Montepulciano.

Un tavolo del ristorante Osmosi con vista sulle vigne, ph Alberto Blasetti

La storia di Elena e Simone Migliorucci: una vita vocata all’accoglienza

Nel 2002 Elena e Simone hanno dato vita alla loro prima creatura: una piccola osteria a conduzione familiare a Montefollonico, tra Pienza e Montepulciano. Sono partiti dal niente, lei in cucina e lui in sala, riscuotendo subito un gran successo. “Tutto nasce dalla voglia di accogliere, per noi l’accoglienza è sempre stata la base di tutto. Una missione”, ci racconta Elena. Ma con l’arrivo del Covid cambia tutto: termina il contratto di affitto e la coppia decide di guardarsi intorno viste anche le dimensioni ridotte de La Botte Piena.

La sala di Osmosi, ph Lido Vannucchi

La coppia già conosceva i proprietari di Villa Svetoni Wine Resort, una splendida residenza del ‘700 con 12 camere immersa tra le vigne di Sangiovese, che un tempo era la rimessa agricola dell’adiacente Tenuta di Gracciano della Seta. “I proprietari volevano offrire un'ospitalità di alto livello, ma non avevano ancora chiaro come sviluppare la parte ristorativa. Così, ci siamo fatti avanti e adesso le due realtà convivono indipendentemente”. A giugno 2021, dopo un anno di lavori e di messa a punto del progetto a cavallo con il lockdown, nasce Osmosi.

I proprietari Elisa e Simone Migliorucci con lo chef Mirko Marcelli, ph Lido Vannucchi

Il nuovo progetto del ristorante Osmosi a Montepulciano

In controtendenza rispetto a quello che succede in questo periodo storico, in cui molti chef e ristoratori abbandonano l’alta cucina per aprire trattorie, gastronomie e rosticcerie, Elisa e Simone si sono catapultati nel fine dining. “Non è stata una presa di posizione, si sono incastrate una serie di cose. Riaprire dopo 20 anni e riproporre la stessa zuppa? Non ce n’era bisogno”. Nel locale precedente non avevano gli spazi adatti, né il supporto necessario in cucina e in sala per fare altro. Ma quando hanno iniziato a lavorare sul progetto di Osmosi si sono resi conto che potevano tentare di differenziarsi nella zona.

Osmosi perché “ci piaceva un nome semplice, corto e simile in italiano e in inglese. Inoltre, doveva dare l'idea di uno scambio fluido e concentrato di idee”. E in effetti è quello che è oggi Osmosi, grazie alla comunione d’intenti con lo chef laziale Mirko Marcelli, che hanno voluto con loro in questa avventura. Classe 1988, originario di Velletri, con esperienze alle spalle, tra cui quella con gli chef Heinz Beck e Gigi Nastri. Con quest'ultimo è arrivato da Creta Osteria, per guidarne la cucina, ed è qui che conosciuto Elisa e Simone. A novembre 2023, dopo appena due anni di attività, arriva anche anche la Stella Michelin.

Un piatto di Osmosi, ph Lido Vannucchi

“Non voglio abusare con il territorio”: la proposta culinaria dello chef Mirko Marcelli

Il ristorante ha due sale, quella all’ingresso a vetri con una vista rilassante sul verde delle vigne. La stessa del dehors. Ma con un occhio sulla cucina a “semi-vista”. La cucina di Marcelli, pur ammettendo qualche richiamo al territorio, spazia dalla costa tirrenica alla tradizione laziale, e spesso va oltre con elementi che arrivano da cucine di tutto il mondo come miso, soia, chimichurri e spezie. Ecco che nascono piatti come Animella, piselli, teryaki e caprino, Bottoni di pollo, anguilla affumicata e brodo agli agrumi, e Seppia, fave, patata allo zafferano e aji amarillo. Un concetto che ritorna anche in Cipolla calda e fredda con cedro e pecorino, rimasto in carta fin dagli inizi.

“La mia è una cucina concreta: allo storytelling preferisco il gusto del piatto. Il territorio deve essere un valore aggiunto alla mia idea di cucina e non una gabbia. Per questo non mi piace abusarne”, ci spiega lo chef. Il menu si basa su tre percorsi di degustazione: Materia da 5 portate a 85€, Sostanza da 7 passaggi a 95€ e Concentrazione con 9 piatti a mano libera (115€) che è l’ultimo arrivato. “Mi affido all’istinto per cui cambia molto spesso, anche a metà servizio… per la gioia della sala!”. E quindi di Elisa e Simone, oggi entrambi in sala a fare gli onori di casa. A questi si aggiunge la formula Elementi (85€) ovvero due piatti e un dessert a scelta. La carta dei vini è curata da un appassionatissimo Simone e oggi conta circa 3000 etichette tra grandi nomi e piccoli produttori.

L'esterno di Osmosi, ph Alberto Blasetti-2

I progetti futuri e la festa per il terzo compleanno

Il 27 giugno 2024 Osmosi compie tre anni di attività, e si festeggia. Torna per il terzo anno il Picnic sotto le Stelle”, una festa in piscina con dj set e ottimo cibo. Hanno deciso di condividere l’occasione con alcuni amici, ognuno dei quali porterà un piatto, tra questi Daniele Canella, Alessandro Rossi, Luca Fracassi, Paolo Gori e Ronald Bukri che ha appena aperto a Orvieto. "L'aver osato con un'offerta diversa rispetto a quella della zona, è stato subito un successo. Abbiamo iniziato sotto-staffati, ma man mano che le cose funzionavano abbiamo investito. Restiamo con i piedi per terra e continuiamo per la nostra strada, con l’obiettivo di fare sempre meglio”.

Osmosi
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