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Domenica, 14 Luglio 2024
Cibo

Il mitico caffè ristorante Giubbe Rosse riapre a Firenze dopo 5 anni di cantiere

L’indirizzo che fallì con la pandemia era nato alla fine dell’800 e fu un pezzo importante di storia della città per la sua vita culturale e artistica

E finalmente la riapertura! Le Giubbe Rosse, storico locale fiorentino nato nel 1897, ha ricominciato a vivere dopo cinque anni di lavori di ristrutturazione, seguiti in maniera maniacale dalla soprintendenza, che ha curato l’allestimento in maniera tale da tutelare gli arredi e anche gli utensili del passato. Si, perché qui non si tratta semplicemente di un luogo di somministrazione, uguale alle decine di locali presenti in città, qui si è respirata la storia recente e la cultura imperante di epoche importanti.

Lo storico caffè Giubbe Rosse a Firenze

La storia delle Giubbe Rosse e della sua parata di star della cultura

Ai tavoli si sono seduti Lenin e André Gide, ma il periodo di maggior lustro è stato all’epoca dei Futuristi, alla creazione di riviste come La Voce che causò una furibonda lite tra i futuristi milanesi Carrà, Boccioni e Marinetti che sfidarono i fiorentini, poiché avevano osato criticarli attraverso gli articoli di Ardengo Soffici. Tra gli altri intellettuali, abituati ad essere seduti ai tavolini occorre citare poi Eugenio Montale, Dino Campana, Elio Vittorini. Successiva il declino, la trasformazione in un luogo ordinario, anzi turistico, fino al fallimento poco prima della pandemia.

Un'immagine storica del Caffè Giubbe Rosse-2

La nuova vita del locale fiorentino: dal fallimento alla nuova stagione

Lo ha rilevato così il gruppo Scudieri, proprietario dell’omonimo locale in piazza Duomo, e la scelta è stata quella di rispettare il glorioso passato, nella forma e anche nella sostanza, per adattarlo ad un presente contemporaneo. Potrebbe diventare l’equivalente di Balthazar a New York, brasserie dove si respira la Parigi del passato in maniera perfino più realistica rispetto alla capitale transalpina, con un’atmosfera che riecheggia il mondo che fu ed una cucina che si fa testimone di quello che oggi è una proposta comprensibile e contemporanea.

Il nuovo chef de Le Giubbe Rosse e il menu futurista

Ai fornelli de Le Giubbe Rosse è stato chiamato Giuseppe Lo Presti, chef giovane, con l’ultima esperienza fatta a Castel Monastero, il resort senese della famiglia Marcegaglia. Ha approntato un menu fatto di spunti e curiosità, con proposte gastronomiche molto varie. Si suddivide tra terra, mare e suggestioni futuriste, e non sarà un caso che di pasta, in omaggio al movimento, ad oggi se ne trovi solo un piatto. Volendo si può optare per la degustazione (90€ per 6 portate, che diventano 120 con l’abbinamento vini), però qui, al momento, si viene per essere stimolati, per curiosità intellettuale, non per doversi riempire la pancia.

Giuseppe Lo Presti

Il menu de Le Giubbe Rosse a Firenze: cosa si mangia

Questo è il senso del carpaccio di ricciola con salmoriglio e chips di quinoa, o la carne di manzo di animali allevati in Sardegna, tagliata a fette non sottili con agrumi e pepe bianco accompagnata da gocce di salsa olandese, giardiniera e riduzione di Chianti Classico. In una carta che permette di giocare, ecco due stimolazioni futuriste come Lepre dove il lombo e la coscia sono serviti speziati, con il suo fondo di cottura e il millefoglie di patata arrosto. O come il Rosso di Sicilia, un piatto con gamberi rossi di Mazara, terra di olive taggiasche, basilico e acqua di pomodoro. La cucina è aperta dalle 12 alle 22, e sedendosi nella saletta ed osservando la varia umanità che transita è facile comprendere che qui le persone possano entrare a tutte le ore, dalla colazione alle otto con i dolci fatti in casa, fino all’ultimo cocktail della notte. La carta dei vini si sta formando, molte etichette classiche e sicure, ma ci sarebbe spazio per qualche produttore meno conosciuto ed estroso.

Un dettaglio degli interni del nuovo Giubbe Rosse

Il futuro del locale dove i camerieri sono le giubbe rosse

Ci si perde a sognare che torni ad essere il raduno di artisti ed intellettuali, persone dagli orari fuori dal comune, che lo eleggano a nuovo convivio giornaliero. Ci si diverte a prendere un caffè servito nel vassoio, con il bicchiere d’acqua e i pasticcini ad accompagnarlo, ad osservare i camerieri con le giubbe rosse moderne ma che sanno di antico, che fecero cambiare il nome al locale, essendo troppo difficile da pronunciare Birreria Fratelli Reininghaus. In futuro? Si attendono piatti toscani per l’ora di pranzo, un servizio aperitivo dalle 18 alle 20, ben lontano dall’idea di apericena, ed iniziative culturali moderne e brillanti, complice l’acquisto di una casa editrice come Nardini editore.

Caffè Giubbe Rosse
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