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Giovedì, 30 Maggio 2024
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A Firenze nascono le degustazioni di whisky a domicilio (anche in azienda per team building)

Il progetto Whisky To You è una passione cresciuta piano piano che sta diventando un lavoro fuori dagli schemi per un architetto di 37 anni

Fare squadra degustando whisky. Se da un lato può sembrare inusuale, dall’altro ha dietro uno studio oculato che mira a tirar fuori ricordi e sensazioni così da potersi immedesimare nel compagno di scrivania. Questa è la nuova proposta di Matteo Randazzo, architetto fiorentino di 37 anni, che nell’ultimo triennio ha creato Whisky To You, un servizio a domicilio della bevanda a base di cereali fermentati volto a far trascorrere una serata coccolati da perle e storie del settore. Come se in casa una sera entrasse all’improvviso un Cicerone del nobile distillato.

Il suo progetto sta prendendo un respiro più ampio anche con serate ad hoc per eventi. Il mercato degli spirits in valori assoluti è diminuito di un paio di punti a livello mondiale nel 2022, per la flessione dell’acquavite cinese, come riporta IWSR Drinks Market Analysis, ma con una crescita nel biennio 21-22 del 5%. Spinta in particolare dal whisky (+8% di crescita in volume nel periodo 2021-2022), così come altre categorie: rum (+9%) e brandy (+6%). Insomma gli spirits come del resto le bevande a basso contenuto alcolico negli Usa stanno prendendo campo e le tendenze appaiono positive. Ci siamo fatti raccontare da Matteo il suo percorso.

Matteo Randazzo sul suo sito, Whisky To You

Come e quando ti sei avvicinato al whisky?
Ho cominciato ai i primi anni di università: trafugavo whisly ogni tanto dall’armadietto dei liquori di mio papà, l’immancabile Chivas Regal 12 anni, per un peccato di gola prima di rimettermi a studiare. Col tempo ho continuato a preferirlo ad altri alcolici sia in casa che in serate tra amici. Nel 2019, dopo un viaggio in Scozia, ho deciso di imparare a conoscerlo in modo più consapevole e ho scoperto l’enorme potenziale narrativo e sensoriale che si nasconde dietro questo distillato.

Perché fare degustazioni a domicilio?
Voglio amplificare al massimo le potenzialità di intrattenimento e convivialità che un’esperienza di degustazione di whisky può regalare. Sono cresciuto fuori città: per me bere whisky in un locale significava rumore, distrazioni, nessuno a spiegarti qualcosa, la fatica di trovare parcheggio, se guidi non bevi. Impossibile assaporare l’esperienza della degustazione in questo modo. Per questo ho immaginato di portarla a casa delle persone.

Che tipo di pubblico incontri maggiormente?
Molto vario: direi soprattutto coppie e gruppi di amici. Molti regalano l’esperienza alle persone più vicine. La cosa che adoro è che molti lo acquistano per amici. Al di là degli stereotipi, sono spesso le donne che rimangono più colpite dall’esperienza.

Come si sviluppa la degustazione?
Il cliente sceglie un itinerario a tema tra quelli proposti e fissiamo un giorno. Servirà soltanto una stanza dove poter sedere comodi intorno ad un tavolo. Il giorno dell’esperienza, il whisky storyteller si presenta a domicilio portando tutto l’occorrente. L’esperienza prevede una veloce introduzione con tante storie e curiosità, poi si impara a degustare e viene il bello: si assaggiano 5 whisky tutti insieme, commentando, imparando ad usare l’olfatto e anche disegnando!

Matteo Randazzo con i suoi whisky ph. Dario Borruto (come in copertina)

Quali sono i prodotti più apprezzati?
Chi beve già whisky apprezza sempre molto gli scotch (whisky scozzesi), soprattutto torbati, perché in Italia siamo cresciuti con questi. Io tuttavia preferisco sempre portare prodotti molto diversi e direi che i whisky europei, irlandesi ed americani riescono sempre a stupire molto il pubblico.  

E adesso anche come strumento di team building?
Esatto, abbiamo da poco lanciato le nostre esperienze di degustazione per il team building aziendale. Sono sessioni in cui proponiamo delle attività mirate per potenziare le interazioni, la buona comunicazione e la collaborazione attraverso l’esperienza di assaggio di whisky.

Quali sono i vantaggi per un’azienda? E come si sviluppa?
Il team building dovrebbe servire a migliorare collaborazione e comunicazione tra membri del team. Spesso però viene visto come un momento in cui l’azienda “regala” semplicemente un momento di svago ai dipendenti, lasciati poi a loro stessi. Noi puntiamo invece su un’esperienza costruita ad hoc per la singola impresa, attingendo ad una serie di esercizi di collaborazione che abbiamo studiato appositamente per sollecitare alcune dinamiche virtuose di team e trarne delle lezioni.

Spiegaci meglio.
Anche in questo caso siamo itineranti, quindi possiamo andare in azienda oppure allestire l’attività direttamente dove si svolgono i ritiri aziendali. L’attività si svolge in gruppi di 15-20 persone, che grazie ad un whisky storyteller vengono accompagnati in diverse attività di degustazione scelte sulla base delle esigenze dell’azienda.

Come si colloca in questo il whisky?
Quando mettiamo il naso su un bicchiere di whisky ognuno di noi viene sollecitato in modo differente, evocando aromi e ricordi molto soggettivi. Non c’è giusto o sbagliato. Si può esprimere la propria opinione, raccontare i propri ricordi, rompendo gerarchie, stereotipi, blocchi di comunicazione. Siamo tutti uguali di fronte ad un profumato bicchiere di whisky e questo è uno strumento potentissimo su cui costruire una interazione efficace tra i partecipanti.

Alcune bottiglie di Whisky To You, ph. Dario Borruto

E se qualcuno non beve?
La degustazione e l’esperienza sono prevalentemente olfattive. Mi capita spesso: quando qualcuno mi dice che non beve per me è ancora più stimolante coinvolgerlo. L’olfatto è un senso meraviglioso che è bellissimo riscoprire.

Dove sta andando Whisky To You?
Vogliamo crescere ed allargare la nostra copertura ad altre regioni d’Italia, compreso al sud. Oltre a questo, stiamo pensando a nuovi esperimenti, collaborazioni e contaminazioni con altre realtà. Abbiamo fatto tante conoscenze e vogliamo mettere a terra un po’ di idee che portino il whisky in trasversale dove meno te lo aspetti! E attenzione al whisky europeo, in forte ascesa.

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