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Domenica, 26 Giugno 2022
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Il Superbonus 110% cambia ancora

Dal 7 febbraio 2022 non sarà più possibile la cessione del credito infinita

La pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Sostegni ter prevede numersi cambiamenti del superbonus 110% e sui bonus edilizi. Ecco cosa cambierà.

Dal 7 febbraio 2022 stop alla cessione del credito infinita

A fronte delle numerose frodi scoperte sui bonus edilizi (superbonus, ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus, bonus facciate), il governo si è trovato costretto a correre ai ripari e ad adottare misure più stringenti con il nuovo decreto Sostegni 2022. Il provvedimento, pubblicato il 27 gennaio 2022 in Gazzetta ufficiale, apporta importanti modifiche a tutti i bonus previsti nel settore dell'edilizia con il primo decreto Rilancio, quello del 2020, compreso il bonus 110%. Cosa cambia? La cessione del credito, con il tax credit che potrà essere ceduto una sola volta sia da parte dei  beneficiari della detrazione, sia da parte dei fornitori che ricevono il credito. Con l'eliminazione della facoltà di passaggi successivi, non sono più possibili ulteriori cessioni del credito, sia che si operi con sconto in fattura sia senza. Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore dal 7 febbraio 2022, hanno già fatto partire la corsa alla cessione. Prima di questa data la cessione del credito d’imposta non avrà limiti mentre dopo potrà avvenire ancora per una sola volta. Va ricordato che banche ed intermediari finanziari rientrano tra i soggetti cui si può cedere il credito d’imposta. 

Arriva il prezzario del Mite

Tra le altre novità c'è il visto di conformità, ossia una attestazione che garantisce l'esistenza dei presupposti per richiedere la detrazione d’imposta, e l’asseverazione, una attestazione per verificare la congruità delle spese sostenute secondo i valori stabiliti per alcune categorie di beni. Entro il 9 febbraio 2022, il ministero della transizione ecologica dovrebbe approvare un decreto con un apposito prezzario composto da 35 voci, che servirà ad individuare i valori massimi di spesa per alcune categorie di lavorazioni. Previsti massimali per:

  • la riqualificazione energetica degli edifici;
  • l’isolamento di coperture, pavimenti e pareti perimetrali;
  • la sostituzione degli infissi (per zone climatiche);
  • l’installazione di schermature solari;
  • le caldaie a condensazione;
  • microcogeneratori;
  • pompe di calore;
  • generatori a biomasse;
  • tecnologie di building automation.
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