Loris Pinzani, nato nel 1963 a Firenze, dove vive. Laureato in psicologia presso l'Ateneo fiorentino, specialista in psicologia clinica. Svolge attività di psicoterapia a Firenze e Roma. Coordina intensa attività di ricerca in ambito clinico, ha individuato e teorizzato le componenti del "Processo Anevrotico Terapeutico" PAT; autore di saggi di psicologia clinica, in cui ha teorizzato la metodica riabilitativa, isolandone le componenti. Autore di pubblicazioni specialistiche, è redattore rubriche di psicologia presso reti televisive, direttore scientifico de ilgiornaledipsicologia.it , componente del comitato di redazione della testata neuroscienze.net , consulente di psicologia su reti televisive e radiofoniche. Su Firenzetoday tratterà argomenti di psicologia e psicoterapia legati ai fatti di cronaca e risponderà alle domande dei lettori in "Attualità" e "Psicologia". info@loris-pinzani.it www.loris-pinzani.it

Psicologia: nel cuore della mente

I social che cambiano: stupore, problemi e vantaggi

L'analisi del dottor Loris Pinzani

Foto di Thomas Ulrich da Pixabay

Guardiamo in faccia la realtà. Non passa settimana che non si lamentino (legittimamente) i “danni del web”, come se potessimo aspettarci che un simile strumento potesse arrivare senza sconvolgere l’intero sistema mediatico: impossibile!Negli ultimi dodici mesi si è potuto osservare senza incertezza l'effetto della  catalisi sociale: la comunicazione è stata inevitabilmente travolta dalla logica del web; in pochissimo tempo è variata la modalità di divulgazione dei concetti, seppur la logica della trasmissione dei dati sia rimasta apparentemente simile a quella del passato (recente ma sempre più remoto).

La capacità di passaggio dei significati tra gli individui ed i gruppi ha cambiato veste, sostanzialmente per due ordini di fattori, ossia il pluralismo che ha raggiunto e la velocità con cui esso si manifesta. Il risultato è che ogni idea diffusa ha una vita breve, molte volte più veloce di quanto avveniva nel recente passato. In essa tutto corre e soprattutto, ognuno possiede la capacità di agire e partecipare la notizia stessa, portando in piazza qualunque cosa sia conservata nella sua memoria. In sostanza ognuno ha un potere comunicativo che prima era riservato a pochi. Molto bene!

Queste caratteristiche determinano contemporaneamente tanto vantaggi quanto aspetti problematici; oggi le due condizioni coesistono e lo si vede bene leggendo i commenti talvolta “sparati” senza essersi dati il tempo di riflettere. Tutto è talmente veloce che spesso si deve attingere all’ipotesi della notizia successiva; una sorta di previsione del prossimo futuro mediatico. Il giornalismo ne è la prova costante: il pubblico ha una tale varietà di notizie da rendere possibile (o necessaria) una digestione immediata di qualunque informazione, al punto che spesso si fanno ipotesi sulle condizioni di là da venire, senza che vi sia un punto fermo sul presente. Ma questo è.

In effetti la stessa cosa è accaduta in ogni circostanza in cui l’evoluzione tecnologica abbia portato ad un aumento della capacità umana in qualunque settore tra quelli possibili. Ogni risorsa nasconde il problema del suo abuso ed ogni difficoltà comporta una risorsa. Maggiore è la complessità dell’insieme umano e maggiore la tutela a salvaguardia della vita collettiva. dimentichiamoci di vivere una grande struttura e non patirne i problemi. Questo non significa accettarli ma comprenderli e gestirne la sorte.

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