Pioggia di offese a Melio: l'odio che corre sui social 

L'analisi del dottor Loris Pinzani

Il consigliere regionale dem Iacopo Melio ha ricevuto grande quantità di offese sul web per aver esposto un post contro l’omofobia. In aggiunta, riporta di ricevere continuativamente la stessa reazione. Per altri temi, è stata lamentata recentemente la stessa condizione da esponenti di Fratelli d’Italia. Parti politicamente distanti, colpite dal medesimo tema: l’odio ricevuto,  espresso tramite un canale di per sé invasivo, dal momento che è aperto a tutti. Per sua natura il web non ha barriere, se non il limite dato da ognuno ai propri interventi. Nel web non c’è un editore che stabilisca un limite da non varcare, una precisa e rigorosa responsabilità civile da considerare. Questo apre le porte a qualunque considerazione, esposta con qualunque termine. Non conosco personalmente Iacopo Melio e non faccio una “lettura politica” dell’accaduto. Semplicemente affiora un’analisi  psicosociale dove appare il malessere della collettività che si trasforma in rabbia, dopo la paura. Questa è la nota su cui mettere accento. Ogni essere ha pieno diritto di sostenere le idee che lo distinguono senza che venga offesa la propria persona. Il malessere che porta ad aggressività gratuita è figlio di una insoddisfazione. Quello stesso individuo che diventa effettivamente violento, distante da una logica di convivenza sociale, esprime in qualche modo una difficoltà. La stessa difficoltà che l’odiatore diffonde, lo vede vittima di sé in qualche sua parte. Scorrendo le pagine virtuali, l’odio lamentato in questa occasione appare costantemente, esprimendo la caratteristiche di chi lo espone: ancora rabbia. Si tratta di un sentimento che nasce non tanto dagli argomenti trattati, quanto dal malessere che vive chi lo manifesta: è un aspetto da analizzare, per riconoscere il momento della storia in cui viviamo.

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