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Venerdì, 3 Dicembre 2021

Loris Pinzani, nato nel 1963 a Firenze, dove vive. Laureato in psicologia presso l'Ateneo fiorentino, specialista in psicologia clinica. Svolge attività di psicoterapia a Firenze e Roma. Coordina intensa attività di ricerca in ambito clinico, ha individuato e teorizzato le componenti del "Processo Anevrotico Terapeutico" PAT; autore di saggi di psicologia clinica, in cui ha teorizzato la metodica riabilitativa, isolandone le componenti. Autore di pubblicazioni specialistiche, è redattore rubriche di psicologia presso reti televisive, direttore scientifico de ilgiornaledipsicologia.it , componente del comitato di redazione della testata neuroscienze.net , consulente di psicologia su reti televisive e radiofoniche. Su Firenzetoday tratterà argomenti di psicologia e psicoterapia legati ai fatti di cronaca e risponderà alle domande dei lettori in "Attualità" e "Psicologia". info@loris-pinzani.it www.loris-pinzani.it Recapito telefonico 3341116316

Psicologia: nel cuore della mente

Minacce in chat e ai giornalisti: da dove arriva questa violenza?

A cura di Loris Pinzani

La violenza è un argomento che si esprime in modi differenti. Essa rappresenta la manifestazione più elementare per ottenere obiettivi, ma anche quella meno adatta alla convivenza. Nonostante le apparenze, dobbiamo osservare che l’aggressività è oggi più diffusa che in passato. In realtà ogni uomo ha più rabbia in questo periodo di quanto poteva averne nei decenni trascorsi. Siamo un popolo mondiale che contiene la rabbia figlia della sensazione di impotenza nel realizzare le proprie idee: con il tempo, senza saperlo, abbiamo avvertito di essere vittime di una scontentezza frenetica, talvolta furibonda. La tensione che ne deriva non è riconosciuta e viene espressa in maniera differente da coloro che la manifestano. Una modalità espressiva tipica è certamente la minaccia, ormai dilagante sul web ed in qualunque altra modalità possibile. Minacciare è diventato un modo “semplice” per esprimere sé stessi insieme alla propria rabbia, ormai così frequente da apparire consueta, ordinaria, se non normale; diretta alla vittima di turno, vista colpevole di un misfatto spesso non chiaro al suo stesso accusatore. Dunque, la rabbia si trasforma in aggressività esprimendosi nella minaccia. Si tratta di un comportamento subdolo, che provoca paura anche intensa, fino ad arrivare al panico e proprio nel panico ha vita un comportamento che non sempre si traduce in azioni ma non per questo è meno grave. Promettere un danno produce nel destinatario un malessere talvolta terrificante. Questo è l’obbiettivo di chi muove la minaccia: godere della paura che provoca. Queste forme intimidatorie colpevoli e meschine sono divenute ancor più frequenti con l’avvento dei social, che sembrano dare riparo dalla visibilità. Così, minacciare è diventato un sistema per procurarsi il delirio di una vendetta, dal momento che certamente la vittima subirà l’ansia dell’oltraggio che gli toglierà il sonno. Il risultato inevitabile è un dissesto non solo personale ma anche sociale, un innalzamento del livello di tensione già di per sé fin troppo elevato. Tutto questo, oggi più che mai.

Minacce e proiettili al presidente Giani


 

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