Sabato, 31 Luglio 2021

Loris Pinzani, nato nel 1963 a Firenze, dove vive. Laureato in psicologia presso l'Ateneo fiorentino, specialista in psicologia clinica. Svolge attività di psicoterapia a Firenze e Roma. Coordina intensa attività di ricerca in ambito clinico, ha individuato e teorizzato le componenti del "Processo Anevrotico Terapeutico" PAT; autore di saggi di psicologia clinica, in cui ha teorizzato la metodica riabilitativa, isolandone le componenti. Autore di pubblicazioni specialistiche, è redattore rubriche di psicologia presso reti televisive, direttore scientifico de ilgiornaledipsicologia.it , componente del comitato di redazione della testata neuroscienze.net , consulente di psicologia su reti televisive e radiofoniche. Su Firenzetoday tratterà argomenti di psicologia e psicoterapia legati ai fatti di cronaca e risponderà alle domande dei lettori in "Attualità" e "Psicologia". info@loris-pinzani.it www.loris-pinzani.it Recapito telefonico 3341116316

Psicologia: nel cuore della mente

Adolescenti e modifica della realtà

L'analisi del dottor Loris Pinzani

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Come previsto, tra i giovanissimi si registra l’impennata del disagio psicologico. Aspetti depressivi, crisi dello spettro ansioso ed autolesionismo hanno aumentato in modo rilevante l’incidenza numerica. La motivazione è da ricercare nel fatto che la realtà che potremmo definire fisica ha perduto la sua caratteristica essenziale, ossia quella della solidità. Viviamo in una realtà impoverita, a causa della evidente, inevitabile carenza dei rapporti umani. Nell’attualità che nostro malgrado ci troviamo ad affrontare, i rapporti interpersonali sono certamente diversi ed attenuati, meno rilevanti rispetto ad un anno fa, rendendo più complessa una funzione spontanea ed indispensabile: percepire sé stessi, da cui prende corpo la risoluzione dei problemi quotidiani. Accade in questo modo che una carenza delle relazioni interpersonali dirette, ha portato a percepire la realtà fisica in modo virtuale, quasi fosse astratta, in seguito a questo (necessario) abuso dell’immaginazione.

Quello che ne deriva non è una creatività che confina con la fantasia, ma piuttosto una sorta di esistenza parallela, dove perde valore il confronto diretto tra gli individui: le regole sono quelle della mente. Accade così che soprattutto negli adolescenti prevale quello che si immagina più che quello che (sempre meno) si vive, creando un vuoto a cui la psicologia individuale si oppone con un grande sforzo di frustrazione. Ne consegue una destabilizzazione in cui si rende reale il frutto di un mondo interno, a cui manca la pienezza della realtà sociale vissuta, su cui si basa lo sviluppo di qualunque personalità. Si viene a creare in questo modo un dissesto in cui ha posto la difficoltà di percepire sé stessi. La difficoltà è quella di disperdere una fermezza razionale: aspetto fondamentale dell’assetto umano. Si tratta di un disagio complesso da spiegare, inapparente eppure in grado di suscitare uno scompenso potenzialmente molto pericoloso. Aspettiamoci a dover affrontare anche queste conseguenze, complesse tanto da spiegare quanto da comprendere, che non ci saremmo aspettati di dover prendere in considerazione.

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