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Loris Pinzani, nato nel 1963 a Firenze, dove vive. Laureato in psicologia presso l'Ateneo fiorentino, specialista in psicologia clinica. Svolge attività di psicoterapia a Firenze e Roma. Coordina intensa attività di ricerca in ambito clinico, ha individuato e teorizzato le componenti del "Processo Anevrotico Terapeutico" PAT; autore di saggi di psicologia clinica, in cui ha teorizzato la metodica riabilitativa, isolandone le componenti. Autore di pubblicazioni specialistiche, è redattore rubriche di psicologia presso reti televisive, direttore scientifico de ilgiornaledipsicologia.it , componente del comitato di redazione della testata neuroscienze.net , consulente di psicologia su reti televisive e radiofoniche. Su Firenzetoday tratterà argomenti di psicologia e psicoterapia legati ai fatti di cronaca e risponderà alle domande dei lettori in "Attualità" e "Psicologia". info@loris-pinzani.it www.loris-pinzani.it Recapito telefonico 3341116316

Psicologia: nel cuore della mente

Firenze senza Narciso Parigi 

L'analisi del dottor Loris Pinzani

Gli Uomini sopravvivono al tempo oltre la vita, tramite le emozioni che lasciano e che percorrono, in una dimensione tanto determinante quanto sconosciuta.

Se ne è andato Narciso Parigi. Ognuno a Firenze lo conosceva, se non di persona, nelle emozioni che ha suscitato, certamente frutto di quelle che la sua città promuoveva in lui, con la spontaneità di chi Firenze l'avrebbe amata comunque poiché era in ogni caso sua, quanto lui le apparteneva completamente. 

Tutti Sapevano della sua indole, esposta nell'espressione aperta, suggello della passione verso una città che aveva dato a lui l'ispirazione fusa nel suo stesso essere. Quest'uomo ha testimoniato tanto la città quanto (assai più complessa da cantare) la sua magia, abbinata a nessun concreto motivo che non fosse quello di una passione che si materializza nel fiume, nelle ragazze della città, nel Parco delle Cascine e nella sua squadra di cacio. Come sempre accade il sentimento più intenso non ha una ragione dettata da un criterio logico, non è necessario a qualcosa se non quello che si ritenga più importante di sé stessi.

Quando scompaiono personaggi rappresentativi se ne scorge l'insieme, se ne distinguono gli aspetti ed interviene una forma di tristezza rasegnata, dovuta alla consapevolezza che si è perduto una parte della propria stessa storia, viva nella memoria, in cui restano i tratti di un uomo schietto, contento per il semplice fatto di essere nella sua Firenze e da lì presentarla a chi avrebbe certamente interrotto la propria distrazione per osservare la luce del suo fiume e la sua gente.

Psicologicamente la morte rappresenta un aspetto ineluttabile e in esso il vano tentativo di opporvisi con il ricordo, ma ogni qualvolta se ne va qualcuno che ha intaccato le esistenze dei contemporanei, si capisce quanto sia possibile averne ragione: la fine della vita viene vinta dalle emozioni provocate dalla bellezza di cui ogni arte contiene il seme. Ciao Narciso.

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