Psicologia: nel cuore della mente

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Coronavirus: impatto e reazioni di studenti e insegnanti 

L'analisi del dottor Loris Pinzani

Foto di Aline Ponce da Pixabay

Ogni qualvolta un ruolo sociale assume senso diverso rispetto al passato, in seguito ad eventi legati al periodo storico, ne viene riletta l’attività mutandone il senso sociale.

La Covid-19 ha avuto il potere di sovvertire nel suo insieme la struttura intima delle esistenze, mutando l’aspetto del mondo sociale che chiunque considerava ormai noto e stabile. In questo modo sono cambiati tanto i comportamenti consolidati, quanto l’immagine degli individui, dei ruoli e delle persone.

Diverse categorie sociali e professionali hanno variato la loro rilevanza nel corso dello sviluppo storico. Accade così che certe categorie assumono una funzione (talvolta un’importanza) diversa per quello che avviene in ogni tratto della storia e spesso questo va al di là di quegli che sono stati fino a quel momento gli obblighi dell’attività professionale. Come a dire dunque che le categorie si attrezzano per fare quel che è necessario. In tutto questo non c’è da aspettarsi che i ruoli restino senza mutazioni: ognuno è chiamato ad un surplus che non era previsto. Non è possibile immaginare che si esca da un’emergenza di queste proporzioni senza assumersi incarichi diversi dai soliti, per qualunque categoria. L’impianto sociale deve favorire gli interventi straordinari che saranno richiesti.

I vigili del fuoco mutarono aspetto nell’immaginario collettivo in seguito il disastro delle torri gemelle; non che fino a quel momento non avessero compiuto atti eroici o altrettanto encomiabili, ma in quell’intervento la loro funzione è stata in gran risalto agli occhi di tutti. Alla stessa maniera, nel Medioevo i cerusici (i progenitori dei chirurghi) acquisivano un diverso senso ed un aumentato valore nel corso delle battaglie o durante le calamità; nonostante nel giuramento di Ippocrate fosse ben chiaro che i medici non potevano esercitare “l’intervento della pietra”, ossia una condizione di opera diretta sul corpo del paziente. Altrettanto accade a certe figure o ruoli a cui è richiesto qualcosa che non è stato domandato prima. Accade che si (ri)scopre il valore di ogni categoria sociale o professionale qualora essa diventi più necessaria o più evidente del suo solito, seppur già ingente. In questi mesi tutto il personale sanitario è stato investito del ruolo che già gli apparteneva ma che si è esteso in questo periodo di grave emergenza, ampliandone il concetto dalla evidente necessità.

Sta di fatto che molte attività e professioni hanno avuto una profonda riconsiderazione e talvolta una variazione, costretti come siamo stati ad assumere incarichi inconsueti oppure di diversa responsabilità. Questo è avvenuto per molti, se non per tutti i ruoli sociali e certamente non fanno eccezione gli studenti e i docenti nei vari ordini e gradi.

Si è detto e scritto molto su come gli studenti delle diverse età hanno assorbito ed assorbiranno quanto ha coinvolto il mondo, certo è che in ognuno sono messe in atto le diverse capacità di adattamento a seconda degli individui e certamente delle età.

Non è facile prevedere nei soggetti in formazione le conseguenze di quello che sta avvenendo, al punto che probabilmente ne avremo completa consapevolezza solo nei prossimi anni. In questo tratto di storia a chiunque è richiesto qualcosa di diverso dal solito e spesso ben di più.

Differente è il discorso per quel che attiene ai docenti. Essi si sono visti attribuire responsabilità inconsuete, spesso inadeguate a quanto siano preparati ad affrontare; così come in questo periodo è accaduto ad altri settori, al punto che le stesse normative ne risentono mostrandosi talvolta incomplete, discutibili oppure da aggiornare.

In questo periodo e certamente per quegli a venire, per gli insegnanti e l’intero mondo scolastico, è necessario che ne sia riletta la funzione, in modo da fronteggiare un momento storico che è e rimarrà fuori dal comune.

A molte delle categorie professionali o sociali è stato chiesto più di quanto sia avvenuto nel corso della storia recente. Naturalmente questo coincide con la difficoltà dovuta ad un nemico comune, aggressivo e soprattutto sconosciuto e coincide con incarichi e responsabilità inconsuete e spesso inevitabili: non vi sono condizioni straordinarie senza che sia interrotta la normalità.

Ad ogni grande cambiamento sociale, si unisce il dibattito politico: in questo frangente di emergenza il governo, com’è in parte normale, fatica di fronte ad una serie di temi frutto di un evento di proporzioni e materia inaudite. È una politica inevitabilmente in difficoltà, in un momento estremamente complesso, in cui l’incertezza di leggere in presente appare in tutto il suo ingombro, in cui il Governo Pubblico mostra il fianco ed esprime i propri vizi, alternati alle virtù.

È una politica complessa, dove è facile sbagliare per poi essere vittima della controparte che rivendica sé stessa oppure le scelte di tecnici. Essi fanno un altro mestiere rispetto quello che sono chiamati a leggere tra le righe di un libro sconosciuto, che non gli appartiene, in un momento della storia con pochi e lontani precedenti. Sta di fatto che ognuno deve fare la propria parte ed in essa compiere scelte diverse da quelle del passato, a cui siamo abituati.

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Dunque, come per ogni categoria sociale, si amplia il grande alveo dove trova posto sia la difficoltà degli allievi che quella dei docenti. Questi ultimi sono chiamati a compiti che non gli sono appartenuti fino ad oggi e questo, da che mondo è mondo, provoca tensione in chiunque: assumersi incarichi a cui non si è immaginato di dover far fronte, suscita ansia. Certo è che la politica deve mettere in condizione le categorie di rispondere a quanto viene richiesto. Dobbiamo avere questa forza.

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