Venerdì, 17 Settembre 2021

Loris Pinzani, nato nel 1963 a Firenze, dove vive. Laureato in psicologia presso l'Ateneo fiorentino, specialista in psicologia clinica. Svolge attività di psicoterapia a Firenze e Roma. Coordina intensa attività di ricerca in ambito clinico, ha individuato e teorizzato le componenti del "Processo Anevrotico Terapeutico" PAT; autore di saggi di psicologia clinica, in cui ha teorizzato la metodica riabilitativa, isolandone le componenti. Autore di pubblicazioni specialistiche, è redattore rubriche di psicologia presso reti televisive, direttore scientifico de ilgiornaledipsicologia.it , componente del comitato di redazione della testata neuroscienze.net , consulente di psicologia su reti televisive e radiofoniche. Su Firenzetoday tratterà argomenti di psicologia e psicoterapia legati ai fatti di cronaca e risponderà alle domande dei lettori in "Attualità" e "Psicologia". info@loris-pinzani.it www.loris-pinzani.it Recapito telefonico 3341116316

Psicologia: nel cuore della mente

Campioni d'Europa: se ci si aspetta che il calcio sia solo calcio…

A cura di Loris Pinzani

Abbiamo vinto il titolo europeo nel calcio giocato, pensato e “sperato”. Ieri sera fino a stamani, Firenze, come l’Italia, ha goduto di sé. Non c’era anfratto demografico o culturale che non fosse testimone di una vittoria calcistica. Solo calcistica, oppure anche altro? Se ci si aspetta che il calcio sia solo calcio, la politica solo quello che sembra e le crisi di governo siano solo tra coloro che le dibattono, significa che dobbiamo approfondire il momento che viviamo e capirne i tempi. Quando si stravince un titolo europeo nello sport più popolare del mondo bisogna capire qualcosa che travalica il calcio. Non c’è niente di quello che accade nella mente degli individui e nelle collettività sociale che non sia collegato a tutto il resto.

Ieri sera si è visto più che mai come dentro ed insieme al calcio ci siano state tanti altri venti, come le scelte politiche ed economiche di una Gran Bretagna che entra ed esce con disinvoltura da sistemi collettivi, c’era la gioia degli italiani all’estero e di quegli entro i confini, i quali, in ambedue i casi, si sentono defraudati di un senso profondo. C’era l’Italia che se da una parte si sente disgregata, dall’altra sa di esistere e di valere. Il suo popolo conosce e riconosce che c’è qualcosa che viene sprecato in una nazione che straordinaria lo è davvero. Nel loro intimo sentire, gli italiani sanno quanto valga questo paese o, per meglio dire, quanto potrebbe valere. Nelle occasioni come quelle di ieri sera si vede quanto questo popolo desidera una coesione ed un risultato anche, ma non solo, sociopolitico.

Eppure per un condizione beffarda incredibile, proprio l’estro che lo condanna a soffrire è quello che gli permette quasi sempre risultati straordinari e talvolta imprevedibili. Inutile negare che il nostro è un popolo distribuito in modo particolare sulla cartina ma soprattutto nella mappa mentale. Questo accade per tanti motivi e di incredibile coincidenze storico culturali, che gli conferiscono una capacità creativa fuori dal comune; probabilmente la migliore del mondo. Anche questo si è visto, ieri sera e stanotte.

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