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Arte: i tesori di Firenze

Arte: i tesori di Firenze

A cura di A cura di Rosanna Bari (Giornalista pubblicista e guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze

Venere di Botticelli: Fiorello scopre una sconosciuta versione scultorea

A cura di Rosanna Bari

 Scoperto e presentato da Fiorello nella puntata di Viva Rai2! del 18 maggio 2023, il presunto "Venero" di Botticelli, opera tutt'oggi conosciuta solamente da un ristretto numero di persone. Si tratta di una sua prima opera scultorea, attività a cui l'artista si dedicò all'inizio della sua carriera, visto il maggior guadagno degli scultori rispetto ai pittori.

A differenza, però, della bellissima Venere, Fiorello, prima della presentazione dell'opera, ha anticipato che si sarebbe trattato di "una cosa orrenda e dalle forme mostruose". E così, infatti, è stato: il Venero, più orrendo di così non sarebbe potuto essere. Questo ci suggerisce in modo chiaro e lampante perché sia stato sempre rifiutato da tutti i musei del mondo.

In virtù di questa sua manifesta orripilanza, sorgono molti dubbi, quindi, sulla reale attribuzione al grande artista che fu Sandro Botticelli. Più verosimilmente, invece, si può attribuire ad un'idea dello stesso showman che ha progettato, come un moderno Victor Frankenstein, un vero e proprio "non simbolo" di bellezza. Il Venero infatti, che non si salva da nessuna parte lo si guardi, ha una carnagione bianco latte di una tonalità così intensa, che sembra gli sia caduto un secchio di vernice addosso, al contrario della tenue carnagione rosa della Venere.

A coprire le sue nudità, al posto della delicata mano della musa botticelliana, un perizoma arraffazzonato alla meno peggio. Al sinuoso corpo di lei, invece, fa da contrasto una massa corporea stile materasso, o materassa come si dice qui a Firenze. E per finire, ai lunghi e biondi capelli della donna che le ricadono morbidamente addosso, si contrappongono dei capelli color paglia e con la durezza tipica della stessa.

Fanno da cornice alla Venere a sinistra Zefiro e Aura, tipici venti primaverili e a destra la ninfa della Primavera. Il Venero, invece, che ricorda vagamente Mauro Casciari, si ritrova la totale mancanza di figure a sinistra, mentre, da destra, emergono due noti personaggi: il primo Fiorello che, con una bacchetta, sottolinea impietosamente il profilo non proprio ben riuscito di Venero. Mentre il secondo, Fabrizio Biggio, guarda attonito e sempre con meno
convinzione l'orrendo Venero che, ahimè, Botticelli si sarebbe potuto risparmiare di scolpire ma, soprattutto, avrebbe risparmiato noi da una sindrome di Stendhal alla rovescia!

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