Arte: i tesori di Firenze

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Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze

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All'interno della Galleria degli Uffizi il profondo tema religioso della natività di Cristo è trattato in moltissimi dipinti, ma il dipinto del pittore olandese Gerrit van Honthorst, comunemente conosciuto come Gherardo delle Notti, è senza dubbio quello che riscuote
maggior successo.

Nato ad Utrecht nel 1592, fu uno tra i più importanti pittori che subirono l'influenza di Caravaggio e ne seguirono lo stile, dando vita alla corrente pittorica del Caravaggismo. Gli elementi che caratterizzarono la loro arte furono il sapiente uso della luce e l'eccellente utilizzo della tecnica del "chiaroscuro".

L'ambientazione notturna, spesso illuminata dalla luce di una candela, serviva a focalizzare l'attenzione sull'elemento protagonista della scena, e mettere così in maggior risalto l'importanza dell'evento descritto.

Gherardo delle Notti elaborò lo studio della luce rappresentandola in maniera spettacolare e con forti contrasti luministici. Dipinse l'Adorazione del Bambino nel 1619-1620 circa,  dopo l'incontro con Caravaggio a Roma.

Il Bambino, protagonista assoluto della scena, occupa una posizione di rilievo che marca la centralità dell'evento: la nascita del Messia. La luce soprannaturale che sprigiona illumina i  volti dei personaggi che lo circondano, i quali sembrano emergere dal fondo buio: i due angeli a sinistra e la Madonna a destra. In leggero risalto il volto di San Giuseppe, immobile e quasi percettibile sullo sfondo, alle spalle di Maria, la fronte solcata da profonde rughe, pensieroso e proteso nella contemplazione di Gesù.

In primo piano, il delicato volto della Madonna e i gioiosi volti infantili dei due angeli convergono sulla figura del Bambino, animato da un leggero movimento della mano, e teneramente adagiato sul morbido lenzuolino a protezione dalla dura paglia.


Al Museo degli Uffizi, la sala in cui è esposta l'opera, che muta assiste al dialogo fra le figure del dipinto, sembra anch'essa risplendere di una luce dorata, simbolo universale di divinità, emanata da Cristo Redentore, "luce del mondo".

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