Arte: i tesori di Firenze

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Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Uffizi, "Alberi in versi": la Sala dell'Ermafrodito

A cura di Rosanna Bari

Alla Galleria degli Uffizi, dal 6 Luglio al 3 Ottobre, è presente la mostra dell'artista Giuseppe Penone: "Alberi in versi", in un controverso dialogo tra l'antico e il moderno. Già preludio della mostra era stata, il 25 Marzo per il Dantedì, l'inaugurazione dell'installazione in acciaio e bronzo "Abete" che, con la sua altezza di 22 metri, domina la monumentale piazza della Signoria. 


Più di trenta opere tra sculture, installazioni, disegni e incisioni, accompagneranno il visitatore in un percorso ispirato alla simbologia vegetale e basato sul rapporto uomo- natura, e sui mutamenti che gli effetti di questo rapporto ne determinano.L'albero che vive della cima (Divina Commedia, Paradiso, canto XVIII) è la metafora su cui è incentrata la poetica delle opere dell'artista che omaggia così, nel settecentenario della morte, la figura del Divin Poeta.

Al secondo piano della Galleria, al centro della sala a lui dedicata, vi è l'Ermafrodito dormiente, copia romana della metà del II sec. d. C. di un originale ellenistico. Il marmo raffigura un giovane dalle sembianze femminili, sdraiato su un drappo appoggiato su una pelle di leone.
La sala dell'Ermafrodito è tappa fondamentale del percorso della mostra, infatti, all'interno, la scultura è parte attiva nello scenario di due installazioni. "Respirare l'ombra" dove l'artista, in un parallelismo tra fotosintesi delle piante e respirazione umana, crea uno spazio in cui il respiro, riempiendo e plasmando il nostro corpo, lo rende oggetto di una scultura involontaria.

E "Soffio di foglie" dove, davanti alla statua, un cumulo di foglie di bosso evidenzia il negativo del corpo e della traccia del respiro dell'artista, al quale fa eco il positivo del corpo di Ermafrodito: chiara esplorazione del rapporto positivo-negativo. 

Personaggio della mitologia greca, Ermafrodito è figlio di Hermes, Mercurio, e di Afrodite, Venere. Il giovane, di bellissimo aspetto, immergendosi nelle acque di una fontana, venne avviluppato in uno stretto abbraccio da Salmace, la ninfa della fonte. 

Inebriata dalla bellezza del giovane, ella chiese agli dèi di non separarli mai, ed essi, accogliendo la sua richiesta, li unirono in un solo corpo. Così Ermafrodito fu trasformato in un essere androgino, cioè persona che mostra contemporaneamente caratteri sessuali  maschili e femminili. Egli maledisse la fonte e chiese ai genitori che chiunque si fosse bagnato in quelle acque, avrebbe dovuto condividere il suo stesso destino.

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