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Lunedì, 29 Novembre 2021
Arte: i tesori di Firenze

Opinioni

Arte: i tesori di Firenze

A cura di Rosanna Bari (Guida turistica qualificata di Firenze)

Chi sono Nata ad Augusta, in Sicilia, da quasi 20 anni vivo a Firenze, culla del Rinascimento. Ho sempre lavorato nel campo dei Beni Culturali, occupandomi di Catalogazione di Beni Archeologici presso la Soprintendenza di Siracusa e Palermo, e di Beni Storico-Artistici a Firenze. Infine, per curare un altro aspetto del mio lavoro, quello della divulgazione, mi sono qualificata come Guida turistica, per poter così trasmettere, a chi mi ascolta, la mia grande passione per l'Arte. Inoltre collaboro con riviste di settore. Contatti cell. 339-1667051 e-mail: rosannabariguida@gmail.com

Arte: i tesori di Firenze Piazza Ognissanti

Piazza Ognissanti: "Ercole che lotta con il leone"

A cura di Rosanna Bari

Posta sulla riva destra dell'Arno, la Chiesa di San Salvatore in Ognissanti fa da incantevole scenario all'omonima piazza. La chiesa e l'annesso convento furono costruiti nell'area che, nel 1256, i Frati Umiliati avevano acquistato per stabilirsi in quella zona vicina al fiume, dove si dedicarono alla lavorazione dei panni di lana. Fu grazie al lavoro di questi laboriosi frati che l'industria della lana ebbe un notevole sviluppo.

Nel 1564, per espressa richiesta di Cosimo I, essi dovettero abbandonare la loro sede per lasciare il posto ai Francescani Minori Osservanti. Furono così costretti a sospendere la loro redditizia attività e a trasferirsi nel convento di Santa Caterina in Via delle Ruote. Dopo qualche anno il loro ordine fu definitivamente soppresso.

Successivamente la piazza, che fino ad allora era stata occupata dai lavatoi, divenne un mercato di bovini. Nei due secoli a seguire, anche la chiesa subì delle trasformazioni, sia al suo interno che in facciata: i lavori furono in gran parte finanziati dalla ricca famiglia Vespucci che abitava in quella zona.

Intorno al 1890, dopo la realizzazione del lungarno, la nuova piazza ospitò al centro la figura in bronzo del patriota Daniele Manin, a cui fu intitolata. Nel 1931 la statua fu spostata al Piazzale Galilei lungo il Viale dei Colli, e qualche anno dopo in piazza Ognissanti fu posta l'opera di Romano Romanelli: la superba rappresentazione in bronzo di
"Ercole che lotta con il leone".

La scultura, esaltazione di forza e potenza, in un intricato groviglio di corpi attanagliati in una lotta feroce, descrive la prima delle dodici fatiche di Ercole, in cui si racconta che il figlio di Zeus, impazzito a causa di un incantesimo, sterminò la sua famiglia.

Per espiare la sua colpa, egli chiese aiuto all'oracolo che gli consigliò di mettersi per dodici anni al servizio di Euristeo, re di Tirinto e Micene. Questi gli ordinò di uccidere l'invincibile leone di Nemea, la cui pelliccia era invulnerabile a tutte le armi degli uomini.


Braccato da Ercole, il leone trovò riparo entro una grotta dove l'eroe, dopo aver intrappolato l'animale, con le sue possenti braccia lo uccise stringendogli il collo e soffocandolo. Infine, Ercole scuoiò il leone, per utilizzarne la pelliccia come impenetrabile scudo nelle sue successive pericolose avventure.

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